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Luciano Lelli
L'Eterno e il Tempo tra Michelangelo a Caravaggio
A Forlì, negli spazi espositivi mirabilmente ampliati dei Musei San Domenico, una mostra decisamente apprezzabile per la qualità eccezionale di non poche opere offerte in visione (suprema tra tutte la Madonna dei Pellegrini di Caravaggio). Consensi e dissensi rispetto alle valutazioni espresse da Renato Barilli e Vittorio Sgarbi. Però, testimoniata l'indubbia gratificazione estetica tratta dalla frequentazione, un rovello ermeneutico persiste insoluto e forse insolubile: quale la ratio giustificativa dell'esposizione? Che cosa significa il titolo "L'Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio?"
Pubblicazione: 29 01 2019

Luciano Lelli
Viaggio a Venezia per visita alla Biennale d'arte 2015
Rosanna ed io, in coppia, implacabili visitatori di ogni biennale d'arte veneziana da trent'anni all'incirca (io frequentatore dell'evento da poco meno che quarant'anni). Presso che mai ho tratto dall'approccio il minimo diletto estetico, anzi, ho praticamente sempre ritenuto l'approccio alla rassegna un esercizio di sofferenza an-estetica. Quindi mai consenso sul piano del gusto alle innumerevoli "cose" esposte e visionate, anche se ovviamente le più che molteplici visite mi hanno consentito una conoscenza sistematica delle evoluzioni dell'arte visiva contemporanea. Ad ogni replica invariabilmente ho sostenuto che quella appena fruita era la più abbietta biennale da me frequentata. Anche quest'anno replico l'apprezzamento, convinto che il curatore Enwui Enwezor allestendo l'espoziozione sotto il titolo complessivo di "All the world's Futures" sia riuscito a battere sulla strada della bruttezza e dell'insignificanza tutti i suoi predecessori. Ma, forse, è destino endemico dell'arte contemporanea una catabasi infinita, mai pervenendo a toccare il fondo dell'insensatezza, che ogni volta si abbassa vieppiù
Pubblicazione: 13 12 2015

Luciano Lelli
Novecento. Arte e vita in Italia tra le due guerre
Visita con Rosanna (25 04 2013) nei Musei San Domenico di Forlì della mostra "Novecento. Arte e vita in Italia tra le due guerre". Imponente dimensione della rassegna, perfino eccessiva, tanto da generare a un certo punto qualche saturazione anche in un frequentatore tenace come lo scrivente. Esposti quadri, sculture, oggetti artigianali di svariata natura e funzionalità, rappresentativi del ventennio intercorrente tra le due tragedie belliche maggiori del XX secolo. Presenti, con testi spesso di primaria qualità artistica, i più rilevanti pittori e scultori del periodo: Severini, Casorati,Carrà, De Chirico, Balla, Depero, Oppi, Cagnaccio di San Pietro, Donghi, Dottori, Sironi, Campigli, Soffici, Rosai, Guttuso, Martini, Andreotti, Wildt, per menzionare la pattuglia dei più eminenti, proposti con opere in qualche caso designabili capolavori
[continua]
Pubblicazione: 22 05 2014

Luciano Lelli
Mostra "La ragazza con l'orecchino di perla" a Bologna: una nota
Avviata, con il previsto consistente concorso di frequentatori, la mostra incentrata sull'esposizione di La ragazza con l'orecchino di perla di Jan Vermeer, in Palazzo Fava a Bologna. Per la città comunque una occasione importante di lancio internazionale, di ritorno in primo piano sotto i riflettori mediatici, in un periodo sciaguratamente protratto di crisi, degrado, depressione, desolazione, nel corso del quale nulla di autenticamente rilevante e significativo è accaduto/accade entro le sbrecciate mura petroniane. Fosse anche solo per questo, non si può non valutare positivamente l'evento. Senza alcuna fretta, tra oltre un mese, giusto il giorno d'inizio della primavera, mi recherò anch'io in visita alla mostra allestita in Palazzo Fava. Scevro di pregustazione dell'occasione estetica e d'anelito percettivo, di certo non affetto da esterofilia e feticismo (è il giudizio che Vittorio Sgarbi appioppa ai desideranti l'approccio al quadro di Vermeer) e neppure succubo di sindrome di Barbie (come sprezzantemente bolla gli aspiranti alla visione Daverio) [continua]
Pubblicazione: 23 02 2014


Nino Materi
L'arte contemporanea? "E' una boiata pazzesca"
Il dibattito in merito al significato culturale, al valore qualitativo, alla resistenza al tempo, ai meccanismi di realizzazione dell'arte contemporanea perdura imperterrito da decenni e si danno ragioni più che fondate per ritenere che esso non si esaurirà mai. Tra rifiuti aprioristici, adesioni incondizionate e acritiche, manifestazioni di fiera perplessità, pretese speranzose di capire il senso delle più eclatanti espressioni dell'arte odierna, magari tramite l'intervento esplicativo di convincenti esperti. Tutte le pulsioni qui accennate traggono origine da una con-fusione endemica: del livello dell'estetica come luogo delle teorie dell'arte praticabili per innescare adeguati intendimenti razionali della fenomenologia complessiva e di quello del "gusto", in rapporto alla configurazione epistemologica ed etica del quale ciascuno esprime giudizi tutti in sè pertinenti, sia se ingenui o fondati su consolidate conoscenze
Pubblicazione: 15 06 2012 (in il Giornale, 16 aprile 2012)

Luciano Lelli
L'arte della turlupinatura: una mostra non mostra
A Rimini, ennesima esibizione annuale di pittura organizzata da Marco Goldin. Messi in soffitta gli idolatrati impressionisti, stavolta il "critico futurista" (come lo designo nella recensione) ha ammannito un sontuoso "piatto iconico" battezzato con il titolo Da Vermeer a Kandinsky. I quali però con la ratio (misteriosissima)dell'esposizione hanno assai poco da spartire, presenti con due opere di secondaria rilevanza rispetto alle mirabilia con frequenza generate dai loro pennelli. Assale a un certo punto il visitatore il sospetto che il Goldin, riuscito nella memorabile impresa di confezionare una "mostra non mostra", o turlupini gli inconsapevoli frequentatori o sia pervenuto a un livello angustiante di marasma euristico, a forza di arzigololare sofisticati e tossici teoremi interpretativi
Pubblicazione: 12 03 2012


Luciano Lelli
Venezia, 54^ Biennale d'Arte: appunti di visita
Non c'è mai limite al peggio, in qualsiasi ambito dell'agire umano, quindi anche nel mondo dell'arte iconica. Molto raramente in quarant'anni di visite osservate cosacce tanto repellenti, disgustose. I casi sono due: o prevale uno spirito cosmico di turlupinatura o le menti umane (almeno quelle degli artisti d'avanguardia) sono affette da grave e progressiva patologia. Si salva il Padiglione Italia, ove tra infinite polemiche Vittorio Sgarbi ha convogliato una quantità esorbitante di quadri e sculture. Non contrastando affatto la logica del mercato, come pretenderebbe. Ma almeno propone lavori che si lasciano guardare, senza suscitare conati d'indignazione
Pubblicazione: 14 09 2011


Francesca Bonazzoli
Il figurativo, ping pong tra la destra e la sinistra
L'articolo discute della pittura figurativa, in rapporto alle categorie politiche di destra e di sinistra. Storicamente la sinistra ha in prevalenza aderito ai modi stilistici della figurazione. Oggidì la medesima sembra convertita alle ragioni dell'astrattismo, mentre la destra parrebbe nostalgica di maniere di rappresentazione iconica più tradizionali. In effetti però la desemantizzazione riguarda proprio i termini di destra e sinistra, come lungamente intesi
Pubblicazione: 20 04 2011 (in Corriere della Sera, 18 febbraio 2011)


Luca Beatrice
Il baraccone dell'arte casca a pezzi
Un caustico intervento del curatore del Padiglione Italia nella 53^ Biennale di Venezia sulla grottesca vicenda dell'installazione montata a Trento, miseramente crollata su se stessa.
N.B. L'intervento viene qui collocato ovviamente nella consapevolezza che esso non tratta di pittura
Pubblicazione: 04 11 2009 (in Il Giornale, 8 ottobre 2009)


Luciano Lelli
53^ Biennale d'Arte di Venezia: appunti di visita

Impressioni dal vivo sul celebre evento veneziano da parte di un frequentatore di lungo corso. In linea con il tempo grigio corrente: una esposizione senza infamia e senza lode (migliore di tante degli ultimi decenni)
Pubblicazione: 12 09 2009


Luciano Lelli
Mostra "Manet" e LV Biennale d'Arte in Venezia: resoconto in forma di cronaca (anche su alcuni altri eventi collaterali)
Per chi sa percepire, osservare, contemplare, poche esperienze esistenziali sono dense di pregnanza estetica come una full immersion nella incomparabile città di Venezia. La quale, a ulteriore valorizzazione di sé, offre occasioni non di rado eccellenti di fruizione d'arte e di cultura qui confluite da ogni contrada dell'universo mondo. Non nella corrente occasione, però. La mostra antologica allestita su Manet infatti  è complessivamente modesta, per impostazione espositiva e qualità delle opere proposte (di Manet, mentre rifulge un capolavoro assoluto ed epocale come la tizianesca "Venere di Urbino"). La Biennale poi è la Biennale. Vale a dire una rassegna gigantesca ma quest'anno particolarmente debole e insipida, sia nell'arzigogolo concettuale del "Palazzo Enciclopedico" sia nella sterilità inimmaginabile dell'infimo Padiglione Italia "Viceversa". Si può interpretare in proiezione diacronica la sequenza delle Biennali come una progressiva, stupefacente catabasi che miracolosamente mai tocca davvero il fondo.
Pubblicazione: 07 10 2013

Luca Beatrice
Le Artistar sono finite, trionfa la noia
Gli anni correnti sono di crisi, di riflusso, di ripiegamento sul passato, di manifesta incapacità di guardare e progettare il futuro. L'intera condizione umana, almeno in Italia, è investita da tale processo di involuzione e insterilimento. Anche il mondo dell'arte ne è profondamente segnato. Si è completamente esaurita la spinta propulsiva delle manifestazioni sperimentali ed eversive dell'arte, come per secoli intesa e praticata, con varianti stilistiche sostanzialmente di non immane tasso di novità (ready-made, installazioni, l'intero apparato delle soluzioni provocatorie di cui negli ultimi decenni il mondo dell'arte è consistito, in abbinamento inestricabile di soluzioni stimolanti e mistificazioni. Si può ragionevolmente congetturare che, oltre la vigente temperie di stagnazione, l'arte riprenda il suo cammino in spirito di effettiva autenticità, quale modalità essenziale, accanto alla scienza, di conoscere il mondo e di esprimere ciò che l'umanità è o aspira spasmodicamente tutto malgrado ad essere
Pubblicazione: 05 06 2013
(in il Giornale, 13 febbraio 2013)

Vincenzo Trione, Quelli che hanno ucciso l'arte
Gillo Dorfles, L'arte oggi è ancora viva: la performance non l'ha uccisa
Paolo Conti, "Ma l'elogio della reazione ha fatto centro"
Una "querelle" estremamente stimolante, suscitata dalla pubblicazione del pamphlet di Jean Clair L'hiver de la culture. Tra studiosi (Sgarbi è capofila) che condividono la condanna pronunciata dal critico francese degli estremismi che dissennatamente coltiva gran parte dell'arte contemporanea così portandola all'estinzione e altri (Dorfles, Francesco Bonami, Achille Bonito Oliva) che invece ritengono la medesima in buona se non perfetta salute, anche grazie alle proposte di gente come Cattelan, Hirst, Koons. Il pendolo della pertinenza argomentativa oscilla dalla parte di Jean Clair?  
Pubblicazione: 14 09 2011 (in Corriere della Sera, 8 e 9 agosto 2011)

Luciano Lelli
Recensione di "Viaggio sentimentale nell'Italia dei desideri" di Vittorio Sgarbi
Dico qualcosa qui di un volume che ho cocciutamente letto, fin dalle prime pagine nient'affatto convinto circa la sua rilevanza culturale. In genere Sgarbi è indagatore di opere d'arte acuto e rivelatore: questo testo però pare un bignami, un album di schizzi e impressioni di diseguale ampiezza e intensità su pitture, prevalentemente, e sculture da lui in un certo senso scoperte. Scarsi sono in verità il diletto e la lievitazione di conoscenze che dall'approccio a questo libro il lettore trae
Pubblicazione: 19 07 2011


Luca Beatrice
Arte in crisi perché ha perso la manualità
Nelle scuole e nelle Accademie - rileva l'autore - si celebra ancora il primato della teoria e della concettosità. Così si sono perse le capacità artigianali che facevano la differenza. Ma contro questa separazione tra mano e testa è sempre più diffuso e ampio un movimento di critica e reazione
Pubblicazione: 01 09 2010 (in il Giornale, 8 dicembre 2009)


Luca Beatrice
Come sono conformisti gli artisti della trasgressione
Irridono i simboli del cristianesimo, cercano di scioccare con sesso e violenza. Risultato: sono tutti simili. E banali
Pubblicazione: 13012010 (in il Giornale, 1 ottobre 2009)


Claudia Collina
Naturalismo concettuale in Emilia-Romagna
Analisi di alcune peculiarità di poetica e d'espressione di artisti iconici emiliano-romagnoli, catalogabili entro la koinè del "Naturalismo concettuale", già fatta oggetto di acute indagini, lungo la storia dell'arte della Regione da Wiligelmo a Morandi, ad opera di Francesco Arcangeli
Pubblicazione: 27 09 2009 (da
Internet)
 
       

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