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Luciano Lelli
Io e la letteratura, fino a quest'era d'imperio del WEB
In questo ampio testo di non recentissima elaborazione do corso a una sorta di bilancio delle mie frequentazioni letterarie dall'adolescenza alla corrente mia età pervenuta alla senescenza. Genera contestualmente in me diletto e nostalgia la rievocazione sintetica della ventina (più uno) di scrittori (narratori e poeti) con i quali intensamente mi sono cimentato, leggendoli e rileggendoli. E' pertanto nel merito adeguata la constatazione che essi hanno sostanziato la mia personalità culturale, evidenza per la quale io sono persona costituita dagli apporti spirituali, etici e cognitivi assorbiti dalla insigne compagine di eminentissimi maestri del pensiero sub specie di immagini e della parola letterariamente sacralizzata. Opportuno è che io qui precisi non essere stati i rammemorati con accenni critici di caratterizzazione i soli autori che mi hanno sostanziato: essendo io per decenni e decenni stato lettore quotidiano vorace e infaticabile (la bulimia d'approccio tuttora alla grande mi contrassegna), anche con altri narratori e poeti - dei quali in questa rassegna sintetica a posteriori per la sua essenzialità non faccio cenno - ho spesso vividamente interloquito. Il bilancio complessivo nella memoria formulato è anche spunto e occasione per interrogarmi sulla mia velleità di scrittore, sia di prose che di testi in versi. Con disincanto rilevo che io ho congegnato parole soprattutto per me stesso (se si prescinde dalle assai numerose scritture argomentative attinenti alla pedagogia e alla didattica che ho redatto e pubblicato in una molteplicità di volumi, saggi e articoli)
Pubblicazione: 13 06 2020

Luciano Lelli
Tra pre-visione e sogno: ombre e luci oltre l'esplosione della pandemia pestilenziale
Da oltre tre mesi, come gran parte degli altri Paesi affini per civilizzazione ed evoluzione tecnologica, l'Italia in situazione di segregazione generalizzata dei cittadini entro le mura domestiche. Il cosiddetto lockdown dovrebbe essere agli sgoccioli: se il Covid-19 davvero è debellato (o sua sponte batte in ritirata) che cosa accadrà in Italia per incidenza della pandemia massacrata da una crisi economica di gravità probabilmente apicale? Non è escludibile che dopo un certo lasso di tempo impiegato in sospiri di sollievo e coltivazione di propositi di palingenesi, i comportamenti rifluiscano nell'alveo consueto, grevi, depressi, malmostosi, farciti di negatività. Quando invece sarebbe indispensabile una vera e propria renovatio, sostanziata dalle innovazioni che nell'articolo vengono a maglie larghe passate in rassegna .....
Pubblicazione: 16 05 2020

Luciano Lelli
Tre esternazioni connesse dalla concomitanza
A proposito di un giudizio ambiguamente espresso dal deputato leghista Vito Comencini su Sergio Mattarella e dell'intervento della magistratura con accusa di vilipendio del Capo dello Stato. Il tutto nella più assoluta ignoranza delle consapevolezze che un minimo di conoscenza dell'epistemologia congetturalista esigerebbe fossero possedute almeno al livello istituzionale dei giudici inquirenti.
Disgusto suscitato dai politicastri comunisti (incistati nel PD) e afferenti alla cosiddetta sinistra tutta, allorché intervengono in un talk show televisivo. Ghigno di ribrezzo allorché gli altri argomentano, continue interruzioni. Io non resisterei a siffatte provocazioni, passerei a vie di fatto.
Esecrazione contro la Turchia maomettana e solidarietà vibrante con i curdi aggrediti. Ennesimo criminale comportamento di un autocrate (Recep Tayyip Erdogan) che sì è ammantato della feroce legge islamica a fondazione dei suoi delitti. Solidarietà sconfinata con i fierissimi curdi e in specie con le meravigliose combattenti di tale martoriato popolo. Radicale presa di distanza dalla decisione del presidente USA di abbandonare i curdi alla voluttà di sterminio dei turchi
Pubblicazione: 28 10 2019

Luciano Lelli
Due problemi: uno grottescamente gonfiato, l'altro non percepito
Intruppati per sudditanza alla pifferaia svedese adolescente Greta Thunberg dal grugnetto perennemente contratto dall'indignazione e dal disgusto, milioni di studenti dell'intero mondo si sono astenuti dalle lezioni per protestare avverso i cambiamenti climatici, dei quali non sono noti a livello scientifico i responsabili. Meglio avrebbero fatto a permanere a scuola, magari dediti alla conoscenza autentica di un fenomeno importante, contro il quale è ridicolo protestare ignorandone la natura e le evoluzioni.
Avendo Matteo Salvini staccato forse improvvidamente la spina al governo del quale era
magna pars e agguantato il potere in immonda copulazione con i grillini i comunisti del PD, è ripresa l'invasione degli africani, sempre per antonomasia "disperati". I minus habentes italioti al governo in combutta con i fecali burocrati europei discettano di redistribuzione. Illusione ed ennesima turlupinatura per l'Italia che sarà costretta ad accollarsi gli africani che non fuggono dalla guerra e dalla fame ma mirano a campare a sbafo senza nulla fare per il mantenimento decoroso di sé. Come è possibile non comprendere che l'unica soluzione sensata del maggior problema sociale e politico contemporaneo è impedire l'invasione e "costringere" con ogni mezzo i nati in Africa a restarci, impegnandosi al massimo per la qualificazione di sé e lo sviluppo dei loro Paesi?
Pubblicazione: 27 10 2019

Luciano Lelli
Considerazioni non amichevoli sull'esordio del governo giallorosso presieduto da Conte Giuseppe
Ieri (5 settembre 2019), dopo giorni di ripugnanti patteggiamenti, ha giurato il governo giallorosso che sostituisce quello giallo-verde, sempre con la presidenza di Conte Giuseppe. Secondo una opinione generalizzata, è entrato in scena il governo più sinistrorso nella storia della Repubblica Italiana, quindi il più nemico del popolo e quello che fa presagire il massimo danno per la disgraziata popolazione italica; anche per l’infima qualità dei soggetti ai quali sono state attribuite le responsabilità ministeriali.....
Pubblicazione: 10 09 2019

Luciano Lelli
Del clamoroso avvinghiamento politico di comunisti e grillini e degli errori nei quali è incappato Matteo Salvini
“Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia”. Sono più che consapevole del fatto che iniziare una nota sul ritorno al potere dei comunisti, ovviamente senza consenso dei cittadini, secondo lo stile classico della “democrazia popolare”, con l’incipit di Ultime lettere di Jacopo Ortis, romanzo epistolare di Ugo Foscolo, è senza dubbio rimando letterario esagerato, al massimo enfatizzato. D’altronde, come diffusamente si sa, la storia una prima volta si esprime in tragedia (quindi in modalità drammaticamente nobile) successivamente replica se stessa in forma di farsa.....
Pubblicazione: 30 08 2019

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Luciano Lelli
Squagliatosi vivaddio l’osceno connubio tra grillini del M5S e Lega salviniana
Finalmente, come da tutte le persone ragionanti auspicato, il fecale avvinghiamento tra M5S e Lega per iniziativa di Matteo Salvini è stato sgrovigliato. Se l'Italia fosse un Paese autenticamente democratico, serenamente l'autorità di scegliere sarebbe con immediatezza riconosciuta al popolo asserito dalla Costituzione sovrano. Invece è ormai certo: a guisa di meretrice per la quale tutti i partner sono assimilabili e intercambiabili purché arrechino vantaggi e prebende il M5S rigettato dalla Lega si accinge a copulare con i comunisti del PD, i quali urlano in continuazione "democrazia, democrazia" della stessa essendo i peggiori nemici. Il Mattarella celebrerà la catastrofica, delittuosa unione, così varando il governo più sinistrorso e sinistrato della storia italiana, in spregio dell'orientamento della stragrande maggioranza degli italiani che ritengono il ricorso al voto la sola soluzione sensata, razionale, in linea con gli interessi del Paese. Il lurido matrimonio tra le due "debolezze" politiche nazionali (entrambe massacrate dallo scorso anno in tutte le consultazioni eletttorali e quindi totalmente delegittimate a governare) durerà poco e sarà tempestoso, oltre che devastante per i provvedimenti che i due deliranti soci prenderanno.. Quando finalmente si tornerà all'opzione, la sola democratica, del voto, i due compagni di merende usciranno distrutti dalla prova elettorale: ma nel frattempo avranno combinato sconcezze e abomini talmente colossali da affossare il derelitto Paese da tali repellenti masnade di ideologizzati vessate. Certo, tutto sta avvenendo nel rispetto della "forma" prevista dalla esausta Costituzione del 1948: ma sui formalismi dovrebbe prevalere la democrazia sostanziale che non è abbarbicamento agli scranni dei capintesta politicastri, ma generoso e disinteressato servizio per il bene comune del Paese
Pubblicazione: 26 08 2019  

Luciano Lelli
Invasioni barbariche del Terzo Millennio
Ripropongo qui un testo elaborato alcuni anni addietro, ancora connotato da piena attualità, perché la tematica in esso trattata è lievitata ulteriormente nella sua drammaticità, senza che l'Europa abbia in merito acquisito netta coscienza. Il blocco dell'invasione degli stranieri soprattutto africani è il maggior problema dell'Occidente: tutti gli altri sono risolvibili se esso viene affrontato con razionale consapevolezza della sua primarietà. Lo stanno comprendendo sempre di più le genti d'Europa che massicciamente attribuiscono il loro consenso elettorale ai leader politici che promettono di impegnarsi nella opposizione estrema all'invasione. In Italia la Lega di Matteo Salvini, il quale sta dimostrando che un risolutivo contrasto al catastrofico fenomeno è realizzabile, ottiene da mesi risultati elettorali strepitosi. così come avvenuto in molti altri Paesi europei nelle recenti elezioni per rinnovo del Parlamento continentale. E' ignobile e stupefacente il comportamento di alcuni indegni capi di governi (Macron e Merkel) e dei burocrati incistati a Bruxelles che, in luogo di opporsi con fierezza e lungimiranza all'invasione, la tollerano riversando le nefaste conseguenze della quale in specie sull'Italia e addirittura, invece di contrastare con orgoglio, sentimento della propria forza e consapevolezza del pericolo che l'Europa corre a causa dell'occupazione progressiva da parte dei maomettani, calano le braghe al cospetto delle loro proterve pretese, li blandiscono, ne scusano le atroci mattane, supponendo da ebeti di acquetarli così, non comprendendo che tal feroce gentaglia legge l'acquiescenza quale debolezza, intende soltanto il linguaggio della forza e della violenza, si fa un baffo dell'illusione dei mentecatti europei che palpitano da stupidi cosmici per l'inclusione di siffatti invasati in nessuna maniera integrabili e assimilabili
Pubblicazione: 10 06 2019

Luciano Lelli
Prima e dopo le elezioni: in Italia e in Europa
Trascorsa una settimana dalla celebrazione del rito ricorrente delle elezioni - stavolta per il rinnovo del Parlamento Europeo, tutto è tornato nell'alveo consueto: contrapposizioni ideologiche apocalittiche, insulti, manovre di basso conio, spurghi emotivi, previsioni acrobatiche di stampo in prevalenza catastrofistico, ... La circostanza - per altro forse da sempre persistente - che dovrebbe stupire è l'nterpretazione antitetica della stessa realtà: secondo i litigiosissimi partner di governo sono state realizzate comunque rilevanti iniziative di miglioramento; secondo le opposizioni tutto è schifo e malaffare e disgrazia progressiva ... In ogni caso io manifesto l'avviso che l'esito della recente consultazione, con il successo innegabile dei critici e degli ipercritici degli assetti ormai sclerotizzati nella sé dicente Unione Europea, sia sviluppo apprezzabile e positivo, sia per l'aggregazione europea che per la comatosa situazione politica italiana: perché, funzionando quale forte shock, potrebbe/dovrebbe indurre tutti a una riconsiderazione analitica radicale di quanto è stato posto in essere (malamente) e di quel che è indispensabile mutare. Sarebbe in ogni caso evoluzione di buona caratura se anche i numerosi obnubilati mentali tentassero di impegnarsi nelle ardue arte e scienza del pensiero
Pubblicazione: 04 06 2019

Luciano Lelli
A proposito di parole adoperate a guisa di pietre
Sono le parole a cui alludo nel titolo fascismo, razzismo, populismo, sovranismo. In merito alle prime tre ho già riflettuto in altri interventi di questa rivista. Quasi sicuramente anche in avvenire riguardo ad esse mi intratterrò. Come si sa, esse vengono egutturate ad ogni pie' sospinto dai politicastri (in specie da quelli che si compiacciono d'essere "sinistri") e dai se dicenti intellettuali, anch'essi per lo più incistati a sinistra. Vengono scagliate fuori di bocca quali pietre perché gli utenti non dimostrano la minima avvertenza della loro articolazione concettuale e storica, le sbattono nelle loro affabulazioni come se fossero del tutto univoche, universalmente condivise o da condividere. Quasi grottesca è la circostanza che i propalatori del quartetto di termini di sostanza tutta tenebrosa non s'avvedano del fatto che, con alta e reiterata frequenza, loro stessi sono portatori viziosi dei disvalori sulle menzionate brutte parole caricati
Pubblicazione: 13 03 2019

Luciano Lelli
Mia professione di fede in quanto liberale conservatore
Il testo qui presentato costituisce al momento il mio manifesto antropologico, nel quale, con serrata e assillante argomentazione, mi sforzo di configurarmi dal punto di vista ideale, valoriale, politico. Ho molto intensamente riflettuto sulla problematica: dopo un percorso di adesione a principi e idealità protratto per decenni - e di distanziazione prevalentemente perentoria dalle lusinghe delle ideologie e delle verità ritenute ingenuamente e protervamente catturabili senza limitazioni, in totalità di appropriazione - ritengo che solo nella dottrina del "liberalismo" ideale, valoriale, culturale io mi possa riconoscere. Alla parola chiave trascelta abbino l'attributo "conservatore", precisato però che non adopero il termine nell'accezione stantia e abusata generalmente prevalente, ma emendato dal vecchiume semantico, caricato di declinazioni con piena intenzionalità rinverdite. Nel testo m'avvalgo inoltre di una serie di parole attinenti al liberalismo che distanziano la mia concezione (così sostanziata d'alcuni connotati fortemente personalizzati) da quella stanca, rituale, minimalistica con cui in prevalenza la luminosa espressione (e il complesso di comportamenti individuali e sociali ad essa sotteso) è diffusamente mal trattata
Pubblicazione: 05 01 2019

Luciano Lelli
Dichiarazione di voto in forma di endorsement a persone
Domani, vivaddio, si vota, per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Dpo un settennio di governi nella messa in scena dei quali i cittadini non hanno avuto neppure uno straccio di voce in capitolo. Ormai presso che tutti i partiti sono divenuti organismi fatiscenti, privi di valori, ideali, principi fondativi, a un passo dal coma. Che fare, allora? Astenersi dalla partecipazione all'opportunità di contare se pure minimalmente, come domani milioni di disgustati italiani faranno? No. Io però non voterò propriamente per un partito, ma specificatamente per persone che conosco, stimo e ritengo dotate di capacità e vocazione a operare per il conseguimento del bene comune. Essi sono Anna Maria Bernini e Galeazzo Bignami, proposti da Forza Italia, tra i partiti in lizza il meno peggio. Ad essi e a FI chiedo e raccomando di affrontare prioritariamente le problematiche nel testo che segue condensate in decalogo.
Pubblicazione: 03 03 2018

Luciano Lelli
Quindici ragioni di diniego nel referendum concernente la cosiddetta riforma costituzionale
Il 4 dicembre p.v. i cittadini italiani sono chiamati ad approvare o rigettare la cosiddetta riforma costituzionale, puntigliosamente elaborata e ferocemente sostenuta dall'inquilino di Palazzo Chigi e dal suo cerchio magico, gabellata come "cambiamento" che arrecherà all'Italia benefici e vantaggi inenarrabili. Io ho letto con spasmodica acribia e postillato il testo, ho ascoltato le diatribe sempre di basso livello culturale, etico e politico di sostenitori e affossatori. Ritengo che per il Paese i giovamenti dell'innovazione siano inferiori al rigetto della stessa, anche perché non di riforma grandiosa si tratta ma di piccolo inutile cambiamento, che ulteriormente divide una Nazione la quale invece necessiterebbe di condivisione, rispetto, tolleranza, comprensione, civic religion. Quindici sono le ragioni principali del mio perentorio dissenso
Pubblicazione: 30 11 2016

Luciano Lelli
Cittadini, Stato e patto sociale
La convivenza umana è regolata da un patto permanente tra cittadini e Stato. I cittadini rinunciano a certi comportamenti e si assoggettano a esborsi di denaro, lo Stato si impegna a garantire sicurezza, esercizio dei diritti, difesa dai nemici esterni e dagli eversori interni. Che cosa succede se uno Stato, imbelle, inetto, colluso con gli stranieri vogliosi di invadere, incline al latrocio e all'irrazionalità, agisce in maniera diametralmente opposta a quello che sarebbe il suo compito istituzionale? I cittadini possono legittimamente prendere atto del fatto che il patto sociale è stato infranto e disconoscere lo Stato traditore, con ogni mezzo oppositivo, anche violento. Ciò è accaduto un'infinità di volte lungo il corso della storia. Nulla autorizza a ritenere che uno condizione di "guerra civile" non divampi di nuovo, per rimuovere i governanti indegni e ripristinare l'indispensabile rapporto di fiducia e spirito di servizio tra cittadini e Stato
Pubblicazione: 04 11 2016

Luciano Lelli
Stato del mondo all'esordio dell'anno 2016
Alcuni mesi sono trascorsi dalla stesura di questo testo: le argomentazioni delle quali esso si sostanzia però non hanno perduto neppure uno iota della loro valenza rilevativa e di denuncia, anzi gli stati endemici di malessere della natura e della società umana complessiva nello scritto evidenziati si sono ulteriormente accentuati in ottica inesorabilmente degenerativa. Mentre la catabasi procede a ritmo accelerato e progressivo, in specie gli Europei,  eredi della più significativa civiltà fiorita nell'orbe terracqueo, invece di valorizzarla e implementarla rinunciano supinamente alla salvaguardia della stessa e anzi addirittura empiamente la rinnegano, etsi Deus non daretur proni ad assurde pretese contra naturam e rassegnati a soccombere innanzi all'aggressione dei barbari islamici
Pubblicazione: 26 04 2016

Luciano Lelli
A proposito dell'ecolalia razzismo
Per millenni effettivamente l'umanità di pelle bianca ha considerato i consimili con differenze somatiche rispetto a sè (in specie le persone di pelle nera) quali esseri inferiori, da utilizzare, sfruttare, ridurre in schiavitù. Oggigiorno tale atteggiamento si è largamente dissolto e in particolare gli europei elaborano il lutto della propria passata perversità vergognandosi e marchiando coloro che non spasimano per i diversi da sé per appartenenza a culture allotrie con l'epiteto infamante di "razzismo" e con provvedimenti punitivi di svariate peculiarità. Tutto ciò promana largamente da demenza buonista. Chiunque ha il diritto di professare opinioni anche aberranti, fatta salva ovviamente ogni facoltà di replica e vietato con ogni perentorietà che dal livello degli apprezzamenti verbali si transiti ad atti lesivi degli altrui diritti. La tesi vale però anche a difesa dai migranti (immigrati clandestini) che in progressione lievitante arrecano danni agli ospiti "bianchi" che non li hanno chiamati e sono infastiditi dalla loro ingombrante e parassitaria presenza
Pubblicazione: 26 06 2015

Luciano Lelli
Considerazioni esacerbate e flagellanti sull'abolizione, in Italia, del reato di immigrazione clandestina
Italia, luogo abitato sciaguratissimo e demenziale, non Stato, in cattiva sostanza! Proprio nel momento in cui tutti gli Stati meritevoli di tale designazione giuridica si impegnano nel rafforzare e aggravare le misure di contrasto dell’intromissione illegale nei loro territori degli stranieri cosiddetti migranti (esemplare in proposito è il comportamento dell’Australia che agli invasori neanche consente di mettere piede sulle sue coste ma li respinge senza lasciarli neppure fugacemente sbarcare), proprio dunque allorché sarebbe indispensabile l’adozione di politiche di salvaguardia dei confini più rigorose e rigide, che cosa hanno combinato gli esimi patres conscripti ..... Testo scritto il 22 01 2014 [continua .....].
Pubblicazione: 03 03 2014

Luciano Lelli
Dalla politica come potere all'utopia della politica come servizio
La gente normale è costretta a occuparsi in continuazione dei politici, anche le persone che da essi vorrebbero stare alla larga. A causa di un accentramento frenetico e maniacale su di loro dell'attenzione, spesso morbosa e maliziosa, da parte dei mezzi di comunicazione di massa. Le cose cambierebbero se, utopicamente, nello svolgimento dell'attività politica, prevalesse lo spirito di servizio rispetto alla smania di potere. E se i politici sentissero costantemente sul capo la spada di Damocle della responsabilità degli atti compiuti, comportante anche durissime sanzioni per i ribaldi, gli incapaci, i profittatori. Occorrerebbe che la politica fosse considerata una attività indispensabile sì e purtroppo ma non procacciatrice di vantaggi per i gestori bensì di inconvenienti e rischi. Da svolgere, quindi, nell'ombra, con umiltà e riservatezza, lontano dalle luci della ribalta
Pubblicazione: 18 03 2013

Luciano Lelli
La cultura, utopico valore primario per lo sradicamento della crisi imperversante
Siamo attanagliati dalla crisi, che investe ogni aspetto delle vite personali e della convivenza sociale con moto inesorabilmente espansivo, mordendo con particolare accanimento nei settori finanziario ed economico della vicenda esistenziale complessiva di ciascuna persona. Ontologicamente argomentando, in sé il fenomeno "crisi" non è senz'altro negativo: ogni tipologia di crisi, infatti, quasi di necessità stimola a decisioni e scelte per il superamento. Presso che certo è che la modalità di crisi più rilevante e angustiante sia quella della cultura. In merito sono qui riprese e commentate considerazioni molto fini di Giovanni Reale. Massima attenzione merita la tesi che se non si riesce ad affrontare la crisi culturale che imperversa e tutto e tutti corrode, è altamente improbabile che si riesca a fuoriuscire anche dal pantano finanziario ed economico
Pubblicazione: 23 01 2013

Luciano Lelli
Alcune annotazioni accorate sulla situazione politica italiana
La crisi della derelitta Italia seguita imperterrita a manifestarsi e ad agire: alla sua evoluzione verso uno stadio sempre più patologico concorrono con raro accanimento distruttivo presso che tutte le istituzioni e i soggetti di vertice del Paese, i quali invece, se non fossero intrisi di endemica nequizia, dovrebbero non tralasciare sforzo alcuno per implementare l'asfittico bene comune: presidenza della Repubblica, premier e governo, partiti politici, casta dei politici e politicanti, magistratura in larga misura deviata ed esondante. Una crisi d'identità e di senso dirompente attanaglia soprattutto i due maggiori partiti, PD (nato deforme) e PdL, in fase di demenziale autodistruzione per responsabilità e inettitudine morale e politica di quasi tutti i "capi", dal fondatore Berlusconi ai colonelli ambiziosi e inconcludenti, ormai preoccupati solo del mantenimento delle loro traballanti poltrone
Pubblicazione: 06 12 2012

Luciano Lelli
Evasori fiscali e Stato gabelliere esoso: due nefandezze simbiotiche
Una delle piaghe sociali endemiche di questa derelitta Italia è il mostruoso fenomeno dell'evasione fiscale, che sottrae ogni anno allo Stato centinaia di miliardi e induce lo stesso a tassare sconciamente coloro che alla mannaia fiscale non intendono o non possono sottrarsi. Per tale motivo non è lo Stato la vittima della spregevolezza degli evasori ma la gente che il medesimo ipertassa. Occorre a questo punto proclamare una evidenza con ogni fermezza: lo Stato gabelliere che massacra i contribuenti onesti, non rende loro prestazioni e servizi adeguati all'entità dei prelievi, usa il pubblico denaro per ingrassare la casta dei politici e degli amministratori di vertice, esiste non in quanto curatore del pubblico bene ma per pasturare ad abundantiam tutte le caste, ebbene, tale Stato non è inferiore in nequizia ai malfattori che il fisco frodano e sbeffeggiano
Pubblicazione: 16 09 2012

Luciano Lelli
Da Berlusconi a Monti: democrazia sospesa ma malattia dell'Italia invariata, aggravatasi anzi
Otto mesi di governo degli ottimati capeggiati da Mario Monti, imposto dal presidente Napolitano per trarre fuori l'Italia dai guai, non hanno risolto problema alcuno, essendosi anzi tutti aggravati. Non era dunque l'inadeguatezza, gridata a gran voce dagli assatanati degli ideologismi di sinistra, di Silvio Berlusconi la causa delle disgrazie del Paese. La compagine dei tecnocrati, avente quale punta di diamante il sobrio, sapiente, illuminato neosenatore a vita Monti, sì è dimostrata, alla dura prova dei fatti, assai peggiore della squadra dei legittimi governanti che Berlusconi (voluto dalla maggioranza degli elettori) coordinava e presiedeva. Ora il pronostico è più fosco che mai: soltanto un soprassalto d'orgoglio e un insperabile nuovo spirito di solidarietà nazionale ci trarrebbero, forse, fuori dalle secche. Ma è questa utopia fuori portata per un non popolo quale l'accozzaglia dei residenti sul suolo italico
Pubblicazione: 26 07 2012

Luciano Lelli
La spregevolezza delle caste è indubbia: ma gli Italiani sono migliori?
Ormai quasi tutti dicono peste e corna delle caste (non solo di quella dei politici ma anche degli affiliati ad altri gruppi di potere e di privilegi). Neppure si può escludere che, incedendo la catastrofe finanziaria ed economica, qualcuno sia tentato di passare dalle parole ai fatti, contro coloro che del disastro sono ritenuti i responsabili. Ma gli Italiani sono poi migliori di quanti li governano, amministrano e giudicano? Una succinta analisi dei vizi endemici che ci contraddistinguono costringe a sostenere che no, si dà perfetta omologia tra l'endemica a-moralità della gente e la nequizia degli appartenenti alle caste
Pubblicazione: 21 01 2012

Luciano Lelli
Apocalisse nell'anno all'esordio? Sì, se tutto dipendesse dagli individui sciaguratamente al timone dell'Italia (e delle altre Nazioni)
Il 2012, preconizzato annus horribilis, comincia in Italia con una novità di enorme rilevanza: il sostanziale siluramento - per iniziativa del Presidente della Repubblica - della democrazia parlamentare e l'imposizione d'un premier e d'una squadra governativa di "ottimati" da nessuno eletti, voluti, fuor d'ogni sua competenza, dal Capo dello Stato. Stanno il Monti e sodali risolvendo i gravi problemi del Paese? Per nulla affatto, la situazione è anzi peggiorata. E l'Italia ha ceduto la sua sovranità al provvisorio asse franco-germanico e ai "poteri forti" della finanza internazionale
Pubblicazione: 15 01 2012

Luciano Lelli
Indignati, protestatari, professionisti del lamento: all'opera!
Questo testo era stato appena confezionato quando la cruda realtà degli eventi ne ha immediatamente evidenziato la pertinenza: Roma messa a ferro e fuoco, appunto da indignati, protestatari e professionisti del lamento. Subito è cominciato il consueto scaricabarile: la manifestazione era pacifica e sacrosanta, a rovinarla sono stati pochi delinquenti. Errore, menzogna: non tutti hanno palesato la medesima carica di violenza e criminalità ma la collusione, la connivenza di tutti è indubbia. Come si esce dall'impasse? Con una sola strategia: evitando sterili sfilate e piazzate, ragionando, studiando, sfruttando con la massima determinazione i propri talenti, esercitando una critica rigorosa nei riguardi di se stessi oltre che degli "altri"
Pubblicazione: 16 10 2011

Luciano Lelli
In merito ai blateramenti ossessivi  oggidì egutturati sulla cultura
Da settimane, con insistenza inconsueta, si conciona in Italia di cultura, soprattutto per rampognare il governo che, incline alla nequizia, cinico e baro (secondo il cristallizzato giudizio degli oppositori) taglia a man bassa le risorse da destinare alla cultura e così infligge colpi esiziali agli assetti civili del Paese. Ma che cos'è propriamente la cultura? Solo il complesso delle espressioni di coloro che protestano a gran voce? Oppure la cultura è, robustamente, anche altro? Perché poi dev'essere lo stato (cioè tutti i cittadini paganti le tasse) a sostenere la cultura e non invece, con più pertinenza, la "società civile" e coloro che di una certa cultura si nutrono?
Pubblicazione: 29 03 2011


Luciano Lelli
Allons enfants de la patrie: bombe sulla testa del folle di Tripoli
Entrato il mondo islamico in sorprendente fibrillazione, con esiti al momento da nessuno prefigurabili, Francia, Inghilterra e USA (purtroppo l'Italia non ha potuto esimersi dall'associarsi) hanno all'improvviso deciso - sotto bucherellato ombrello ONU - di abbattere il regime di Muammar Gheddafi. Con l'ipocrita motivazione di volere così difendere "il popolo libico" dai massacri perpetrati dal suo despota (con tutta probabilità ad essi aggiungendo i propri ammazzamenti di innocenti). In effetti l'insensata operazione si fonda su inconfessabili motivazioni economiche e di prestigio politico, in specie per quanto concerne l'invasato Nicholas Sarkozy
Pubblicazione: 21 03 2011

Luciano Lelli
A proposito di alcune esternazioni sulla scuola di Silvio Berlusconi
Parlando in una occasione pubblica anche della scuola, il premier Berlusconi ha stigmatizzato la presenza, in quella statale, di insegnanti che inculcano negli allievi principi diversi da quelli professati dalle famiglie. Apriti cielo! Un diluvio di proteste, denigrazioni, ingiurie, minacce di ritorsioni e piazzate. Ha davvero esternato una convinzione abnorme il Presidente del consiglio? Per nulla affatto, la sua constatazione è semplicemente ovvia. Coloro che dichiarano di voler "difendere la scuola pubblica" dovrebbero convenire con lui, invece di stracciarsi scioccamente le vesti e sbraitare
Pubblicazione: 05 03 2011


Luciano Lelli
Alcune congetture per la palingenesi dell'opposizione dallo sfacelo che la paralizza
Un paese in cui vige la democrazia di tipo liberale per funzionare fisiologicamente ha bisogno di una adeguata maggioranza e di una opposizione attiva, razionale e critica, pena il degrado patologico di sé. In Italia questo non avviene, presso che da sempre e in specie da quando assolve alla responsabilità di governo lo schieramento politico capeggiato da Silvio Berlusconi. La responsabilità d'una siffatta perdita di senso dell'opposizione è quasi tutta da ascrivere alla componente di "sinistra" da cui è egemonizzata. Questo contributo addita un decalogo di mutazioni strutturali indispensabili all'opposizione per riacquistare la smarrita dignità politica
Pubblicazione: 06 01 2011


Luciano Lelli
De Politica et de hominum politicorum iniquitate
La politica è necessaria e inevitabile, anche se le persone dall'azione di coloro che la praticano come professione traggono più danni che vantaggi. In proposito l'attuale situazione italiana è addirittura esemplare: entro il flagello della crisi finanziaria ed economica, ci si aspetterebbe che tutti i politici lottassero solidalmente a perseguimento del bene comune. Nulla di tutto ciò. Prosegue imperterrita l'oscena partita che da oltre sessant'anni massacra il Paese: l'abbattimento del governo, l'estromissione dalla gestione del potere del premier che la maggioranza dei cittadini ha scelto quale nocchiero pro-tempore
Pubblicazione: 17 11 2010


Luciano Lelli
Ricognizioni e scandagli alla ricerca dell'essenza e delle epifanie della verità
Esiste qualcuno convinto di non sapere che cosa sia la verità e di non possederla? Eppure nulla v'è di più sfuggente e proteiforme della verità. La riflessione che segue investiga da varie prospettive il concetto di verità, evidenziando la necessità della ricerca incessante della stessa e mettendo in guardia avverso la presunzione di risiedere in essa in termini definitivi e perentori.
Pubblicazione: 01 05 2010


Luciano Lelli
Homo faber fortunae suae
Solidarietà è convincimento che tutti sono responsabili di tutti. Ma a condizione che ciascuno si impegni al massimo, mettendo a frutto i talenti che ha ricevuto, pochi o tanti che siano
Pubblicazione: 22 09 2009


Luciano Lelli
Politica al servizio delle persone o persone asservite alla politica?
Utopia della politica come servizio per il perseguimento del "bene comune", a contrasto totale della concezione della stessa quale soddisfacimento della "cupiditas dominandi"
Pubblicazione: 24 07 2009

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Luciano Lelli
Emozioni e ragionamenti dopo l'ennesimo eccidio perpetrato a Parigi da islamici
A oltre 10 giorni dalla strage degli innocenti selvaggiamente compiuta da esecutori duri e puri dei dettami del Corano, l'Europa ancora in angoscia, sostanzialmente incapace di intendere e reagire. I comportamenti più insulsi quelli dei governanti italioti, pavidi e ignobili nel loro buonismi d'accatto che arrecherà solo disastri. Pietosamente cianciano: non è guerra e tanto meno scontro di civiltà. Invece è ripresa del conflitto endemico per secoli sostenuto (finora perso) dagli adepti dell'Islam contro l'Occidente ed è scontro di civiltà, per palese intenzione in tal senso delle orde maomettane, anche se l'imbelle controparte flebilmente nega e a guisa di struzzo infossa la testa nella sabbia, stupidamente confidando nella clemenza del ferocissimo aggressore
Pubblicazione: 24 11 2015


Luciano Lelli
Riflessione dolente sull'impazzamento inesorabile del Male
Costretto dalla reiterazione angosciosa di abominevoli eventi ad occuparmi ancora di una tematica centrale nei miei interessi speculativi ed etici, quella dell’immanenza del Male. Enumero accadimenti recenti intrisi di orrida malvagità. In Nigeria la setta terroristica islamica Boko Haram  tiene sequestrate oltre 200 ragazze e minaccia di venderle come schiave, perché non musulmane e studentesse (per il fondamentalismo maomettano le donne, animali inferiori, non debbono acculturarsi) Gli adepti della medesima congrega criminale, inoltre, con ossessiva frequenza assaltano chiese cristiane in cui si stanno celebrando riti religiosi, massacrando i fedeli che le frequentano incenerendoli .....
Pubblicazione: 24 10 2014


Luciano Lelli
Florilegio di soluzioni (utopiche) per strappare l'Italia dal baratro in cui rischia di precipitare (ma forse la catabasi è già definitivamente avvenuta)
Proprio ieri il neosegretario del PD Matteo Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi si sono incontrati e accordati per introdurre in Italia una serie di indispensabili riforme. In sé nulla di mirabolante ed è dubbio che quanto convenuto si traduca effettivamente in trasformazioni autentiche del Paese. Confidare, comunque, nulla costa, se non il rischio di una ennesima delusione. Servirà quanto la strana coppia ha messo in cantiere a risvegliare l'Italia dal coma? Non credo: solamente una metamorfosi sistemica, gestita da una pluralità di attori, coinvolgente tutti o quasi i risvolti della vita associata potrebbe conseguire il miracolo. Io qui tratteggio la vagheggiata utopia .....
Pubblicazione: 19 01 2014


Luciano Lelli
Del Festival di Sanremo e di altre nefandezze televisive
Questa critica a trecentosessanta gradi al Festival canoro di Sanremo è stata trasposta in scrittura prima dell'effettuazione della manifestazione. Alla quale ha arriso uno strepitoso successo di pubblico, di gran lunga superiore a quello conseguito negli anni scorsi. Del tutto a prescindere per altro dalla qualità musicale delle canzonette proposte. Rendo comunque  nota la mia disgustata avversità al miserevole rito, anche a clamoroso dissenso rispetto alla immane massa dei fruitori che l'hanno gradito. Anzi, anche proprio in conseguenza di ciò. La mia condanna si riversa compattamente sull'intero fenomeno "televisione". Perché, con totale inversione dello slogan mcluhaniano "Il medium è il messaggio" è ora inevitabile asserire che "Il messaggio è il medium". Dalla nefandezza endemica e pervasiva del primo degradato, vilipeso, stuprato
Pubblicazione: 04 03 2013


Luciano Lelli
Attestazioni di realtà e giudizi valutativi: distinzioni essenziali
Un esercizio argomentativo tra logica, epistemologia ed etica, con il quale si tenta di traguardare l'intero universo della comunicazione, dal punto di vista del proposito comunicativo degli emittenti dei messaggi, distinguendo innanzi tutto le attestazioni di realtà dai giudizi valutativi e instaurando all'interno di ciascuna categoria una ulteriore differenziazione. La mappa dell'universo della comunicazione così tracciata viene poi fatta impattare con le reazioni che in genere ogni atto comunicativo suscita. Con chiamata in causa della logica, fatta agire in termini difficilmente confutabili, si arriva alla conclusione necessaria che solamente le attestazioni di realtà intenzionalmente alterate a scopo di danneggiamento di qualcuno sono suscettibili di sanzioni graduate. In nessun caso, mai senz'altro, i giudizi valutativi, concretizzazioni della libertà di pensiero ed espressione
Pubblicazione: 18 12 2012


Luciano Lelli
Congetture confutabili sui reati di opinione
In una società "civile" non dovrebbe esistere alcun reato di opinione. Per l'evidente motivo che chiunque ha il diritto di concepire e rendere pubblica la propria opinione (come congettura, punto di vista, ipotesi, idea personale) su chicchessia, qualunque situazione ed ogni evento. Se tale facoltà viene osteggiata ciò significa egemonia del grave reato di attentato alla libertà di pensiero ed espressione. Ovviamente chi ritenga di essere mal giudicato ha ogni diritto di replica, di reazione verbale anche vibrata. Ma attenzione: libertà di opinione significa consapevolezza di manifestazione di un apprezzamento che può anche essere del tutto errato e riconoscimento all'"altro da sé" criticato di ogni possibile e immaginabile confutazione. In molti casi, inoltre, la coscienza che siamo tutti fallibili dovrebbe indurre alla cautela, alla prudenza e anche alla omissione di ogni manifestazione verbale considerabile denigratoria
Pubblicazione: 19 11 2012


Luciano Lelli
Italiani, sveglia! Preparatevi ad assaltare il Palazzo d'Inverno!
Forse mai come oggigiorno il Paese è stato flagellato da una crisi endemica di enorme, progressiva entità. Crisi riscontrabile a tutti i livelli: morale, culturale, politico, sociale, economico, finanziario. L'aspetto più angosciante che incombe è l'impossibilità di scorgere chi  dal marasma sarà in grado di farci fuoriuscire e quando. Sicuramente non gli attuali gestori della "cosa pubblica" che della crisi e del suo aggravamento sono i responsabili, senza - circostanza che concorre a rendere ancora più fosco il quadro - che gli stessi siano di ciò coscienti. Un rinnovamento ab imis della "forma-stato" non dissolverebbe il generalizzato malessere ma contribuirebbe al suo alleviamento. Purtroppo però non si verificherà, perché i membri della casta dovrebbero così almeno diminuire i propri previlegi. Chissà se, a un certo punto, la gente, esasperata e disperata .....
Pubblicazione: 12 10 2012


Luciano Lelli
Alcune considerazioni, perplesse, sul potere della scienza e della tecnologia umane
Pubblico, con rilevante ritardo rispetto alla data degli accadimenti menzionati, questa riflessione. Essa concerne gli eventi tellurici manifestatisi nella mia terra, l'Emilia-Romagna, in specie negli ultimi dieci giorni dello scorso mese di maggio, che hanno provocato ammazzamenti di persone, feriti, distruzioni, danni anche economici di estrema entità. La pubblicazione dilazionata rispetto ai fatti successi è motivata anche dalla circostanza che qui non sul tragico episodio verte il focus investigativo bensì sulla smentita quasi beffarda inferta dalla natura alterata alla convinzione d'essere dominatrici della scienza e della tecnologia umane e sul problematico intervento di Dio nella gestione d'avvenimenti negativi, a contrasto dei quali quasi nulla conta la pretesa umana di capire e di agire come le aggrada
Pubblicazione: 25 08 2012


Luciano Lelli
Italia: Paese in declino o già comatoso?
Non opto per alcuna opzione del corno dilemmatico. Certo è però che le cose in Italia vanno di male in peggio. Ormai, comunque, ci affanniamo quasi sul fondo del baratro. Quasi nessun aspetto del vivere sociale, dell'economia, dell'etica palesa segno positivo. Tutto è ammosciato, depresso, avvizzito. Responsabilità primaria della inesorabile decadenza va imputata alle caste che imperversano, indifferenti e anzi ostili a ogni prospettiva di palingenesi: dei magistrati, dei politici, dei sindacalisti in cima alla classifica. Perché neanche armati da oceani di ottimismo realisticamente non si riesce a intravvedere luce in fondo al tunnel? Per l'amara ragione che la gente, la Nazione, tutti noi individui, insomma, complessivamente, dal punto di vista etico, culturale, operativo non siamo purtroppo migliori degli adepti delle caste di cui pure ci constatiamo succubi e vittime
Pubblicazione: 21 04 2012


Luciano Lelli
Cultura e sinistra ideologica
Riporto in servizio un testo inattuale per la sua data di elaborazione (2008) perché, malgrado i mutamenti nel quadro politico da allora avvenuti (di segno inesorabilmente peggiorativo, oggi, sotto la dittatura ideologico-finanziaria del duo Napolitano-Monti), la sostanza ontologica dell'argomentazione permane inalterata. La sinistra ha clamorosamente fallito, in tutto il mondo, il paradiso in terra che prometteva si è rivelato, là dove ha dominato il marxismo-comunismo, il più abominevole degli inferni, eppure gli adepti della grande e catastrofica illusione permangono imperterriti nella loro arrogante presupposizione di saggezza eminente e verità definitivamente da essi emanante. Follia totale  o mistificazione cosmica, nello stupefacente fenomeno?
Pubblicazione: 13 04 2012


Luciano Lelli
Oscillazioni pendolari della storia e tensione, tutto nonostante, verso l'utopia
Gli umani sono del tutto inetti a trarre dalla storia adeguate lezioni. Per cui occorre mestamente riconoscere che Historia non est magistra vitae. Si prenda in considerazione la fallimentare costruzione dell'Unione Europea: con più coraggio ed avvedutezza progettuali non si sarebbe realizzato il monstrum che ora rischia di esplodere, sostanziato d'una moneta fittizia testimoniante una catastrofica egemonia della finanza sulla politica, intesa questa come azione illuminata per rendere al minimo tribolato il transito di donne e uomini nell'esistenza
Pubblicazione: 18 12 2011


Luciano Lelli

Sul "giovanilismo" acritico che imperversa: alcune considerazioni puntigliose
Oggigiorno è di moda puntare sui "giovani": per il rinnovamento della cultura e la palingenesi della politica. Ma giovinezza è proprio "verde età", come molti ingenui del momento inclinano (forse) a credere e comunque professano, oppure le cose non stanno esattamente così? Perentoria critica qui di questo invasivo "giovanilismo" d'accatto, reimpostazione radicale della questione in forma di decalogo di connotati e sostegno reciso alla tesi che in politica determinante e perniciosa non è l'età, ma l'occupazione "a vita" degli incarichi istituzionali
Pubblicazione: 29 06 2011


Luciano Lelli
Sulla democrazia nelle teorie e nelle pratiche: azzardi ermeneutici di un impolitico
Forse mai come nei giorni correnti si è affabulato di democrazia e dei rischi che essa corre in Italia: secondo un'opinione assai diffusa per via della presenza e delle iniziative di Silvio Berlusconi. Il dibattito a cui si assiste è generalmente di basso livello, a prescindere dalle angolature ideologiche di emanazione delle tesi sostenute. Qui si tenta una analisi più circostanziata e severa dell'essenziale fenomeno di organizzazione della vita sociale genericamente definito democrazia e si ipotizza che le cause di malessere della stessa non siano ascrivibili al soggetto da molti colpevolizzato
Pubblicazione: 20 04 2011


Luciano Lelli
La dimensione estetica nell'esistenza dell'umanità e delle persone
Lungo l'intero flusso della storia, a redenzione dal "male di vivere", si è diffusamente fatto ricorso alle risorse della funzione estetica, sia a complemento di quella prioritariamente pratica che, in egemonia, entro la complessa fenomenologia delle arti. La crisi della civiltà che oggi ci attanaglia dipende anche da un deperimento della funzione estetica, nella doppia valenza identificata. E' ipotizzabile una fuoriuscita dall'angustiante empasse? Virtualmente sì, magari con forzatura utopica della speranza: se l'umanità e i singoli sapranno attuare una duplice renovatio, etica e, appunto, estetica
Pubblicazione: 13 03 2011

Luciano Lelli
La riesumazione dell'ideologia, falsificazione pregiudiziale della realtà
Caduto nel 1989 il Muro di Berlino, parve che l'ideologia nella sua espressione più estrema, quella marxista, fosse messa fuori gioco, definitivamente. Invece, come velenosa araba fenice, essa è risorta dalle sue ceneri, in forma, in Italia, di antiberlusconismo, solo coagulante di una vasta ed eterogenea aggregazione di partiti e gruppi politici. L'improvvida riesumazione induce alla coltivazione del sospetto che dell'ideologia mai l'umanità riuscirà a liberarsi, se non parzialmente e provvisoriamente, per l'azione maieutica dei felici pochi che alle sue insidiose malie non si sottomettono con troppa proclività
Pubblicazione: 03 03 2011


Luciano Lelli
Precari e qualità della scuola
Anche quest'anno, come da tempo succede, il problema scolastico maggiormente al centro dell'attenzione è quello dei precari. Ma esso non afferisce propriamente alla qualità della scuola, che di certo non sarà salvata dal suo attuale coma profondo dall'arruolamento in massa, senza accertamento alcuno di attitudini e competenze, di centinaia di migliaia di precari, storici e non. Per uscire dalla sabbie mobili che minacciano di inghiottirla, la scuola ha bisogno di un numero "adeguato" di insegnanti, motivati, preparati e soddisfatti di sé. Oltre che di una valorizzazione generalizzata delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione
Pubblicazione: 27 09 2010

Luciano Lelli
Palingenesi della fede nella renovatio della ragione
Fede e ragione quali itineraria mentis et cordis in Deum. Lungo tragitto che perviene alla convinzione dell'inettitudine della ragione a spingersi oltre i confini del fenomenico, nei territori fascinosi del noumeno. Ma è proprio scontata l'incapacità della ragione a cimentarsi in una sfida entro l'orizzonte dell'ontologia?
Pubblicazione: 30 03 2010


Luciano Lelli
Lamentazione sul destino d'Italia che ancora "siede in terra negletta e sconsolata"
Partendo dal convincimento che l'Italia sia un Paese sostanzialmente ingovernabile, si attribuisce tale condizione al fatto che essa non è propriamente nazione, come la definì Alessandro Manzoni
Pubblicazione: 03 01 2010

Luciano Lelli

Evoluzione tecnologica vs involuzione etica?
Riflessione ad ampio raggio sopra un sospetto che l'ambiguità del presente legittima nel convincimento di molti
Pubblicazione: 11 07 2009

Luciano Lelli
Per una cultura redenta dalla sudditanza ideologica
Quasi un manifesto programmatico, per l'avvento di una cultura "liberata"
Pubblicazione: 01 07 2009
 
       

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