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Giancristiano Desiderio
Siamo ormai ostaggio del partito dei giudici
Propongo una pertinente argomentazione scritta mesi addietro, ancora totalmente attuale, anzi più di allora. Informazioni in corso di emersione evidenziano i comportamenti deontologicamente aberranti di magistrati di vertice. L'ordine giudiziario anche nei momenti di più cupo flagellamento della pandemia ha imperversato e tuttora in modalità forsennata opera per individuare i responsabili dei decessi nelle case di riposo. Nessuno in specifico è responsabile: tutti eravamo impreparati, in prima fila i politici e gli stessi magistrati. Una dittatura giudiziaria è l'evoluzione più esecrabile. Urge che la magistratura sia riformata, anche con provvedimenti duri e clamorosi, e fatta rientrare nelle sue funzioni istituzionali. Basta esondazioni, sia consentito a una classe politica rinnovata e al servizio dei cittadini di poter positivamente operare, senza avere sulla testa la spada di Damocle brandita dall'ordine giudiziario deviato
Pubblicazione: 31 05 2020 (blog di Nicola Porro)

Giancristiano Desiderio
PD-Cinque Stelle, l'alleanza dei reazionari
Io seguito con inflessibile pervicacia a definire i sinistri del PD "comunisti" e i loro reggicoda "utili idioti". Purtroppo non ritengo di sbagliare con siffatte designazioni: perché anche se strumentalmente rigettano da sé l'etichetta di "comunisti" i sinistri del PD tali sono, senza possibilità di emendazione. E' a loro estranea la dimensione culturale dell'autocritica: cultori di mostruose aberrazioni nel Novecento, sempre voluttuosamente fornicanti con i più colossali delinquenti, mai hanno ammesso d'essere incorsi in abbagli, imperterriti nel considerarsi progressisti e innestati nello spirito della storia, in quanto tali legittimati a insegnare a tutti e  tutti i dissenzienti dalle loro farneticazioni ad ammonire e condannare. Interessante l'analisi di Giancristiano Desiderio: essi sono ontologicamente reazionari, sempre a sinistra ha prevalso il massimalismo a scapito del riformismo. L'amplesso tra reazionari del PD e folli del Movimento 5 Stelle: catastrofe più colossale di quella che sconquassa attualmente l'Italia a causa del menzionato orrendo avvinghiamento non era neppure ipotizzabile
Pubblicazione: 22 02 2020 (blog di Nicola Porro)

Luciano Lelli
Elezioni regionali in Emilia-Romagna: endorsement per Lucia Borgonzoni
Estraneo a ogni intento propagandistico, per tre motivi la mia opzione elettorale sarà per la senatrice leghista Lucia Borgonzoni, vigorosamente sostenuta nel suo impegno per diventare governatore dell'Emilia-Romagna dal leader rampante Matteo Salvini. Cinquant'anni di potere comunista hanno pietrificato l'ex partitone rosso ormai incapace di innovare e bene amministrare, con un politico di scarsa qualità come l'aspirante alla conferma Stefano Bonaccini. La mia insofferenza personale  per i metodi gestionali e la protervia pedagogica dei sinistri non potrebbe essere più espansa: godo, pertanto, tutte le volte in cui, come da anni fortunatamente succede, essi subiscono sonore legnate elettorali. Motivo di maggiore rilevanza: spasmodicamente confido che la sconfitta nelle elezioni regionali in Emilia-Romagna sgretoli o almeno induca a ulteriore depressione il più cloacale governo nella storia dello stato unitario italiano: quello, ovviamente, generato dall'unione disgustosa dei comunisti e dei grillini
Pubblicazione: 22 01 2020
 

Luciano Lelli

Della derelitta Italia e dei disastri che incessantemente la flagellano
L’Italia è un Paese in coma, presso che nulla funziona decentemente e la situazione, invece di accennare a migliorare, peggiora di giorno in giorno inesorabilmente. Al riguardo si potrebbe addurre un profluvio di testimonianze. Mi limito a riprova a un pacchetto di tre .....            [testo redatto il 4 luglio 2019]
Pubblicazione: 22 09 2019
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Antonio Socci
Da "Forza Italia" a "Forza Merkel". Storia di un suicidio politico
Propongo qui un contributo di Antonio Socci presso che totalmente condivisibile, non credo da me solamente ma da milioni di elettori stupefatti e increduli. Un partito che in passato assai bene ha operato sotto la guida di Silvio Berlusconi (ahi, però, i suoi vizi privati le conseguenze molteplici dei quali FI ancora sconta!) nella gestione politica dell'Italia, da parecchi anni ha perso lucidità e capacità di incidere, finendo addirittura con l'accodarsi in Patria all'avversario endemico PD (comunisti, post-comunisti, paracomunisti), nell'ambito della comatosa Unione Europea addirittura alla deleteria Germania malamente governata da Angela Merkel, la quale tra l'altro Silvio Berlusconi ha sempre trattato a pesci in faccia. E' sconcertante che eviti accuratamente ogni autocritica una formazione politica che poco oltre un decennio addietro era votata quasi dal 38% dagli elettori e che adesso vegeta in irrilevanza sotto il 10%. Come si fa a non comprendere che Silvio Berlusconi ha ormai esaurito il suo pur meritorio ciclo storico, che la classe dirigente di prima linea si è palesata totalmente incapace di pensiero e d'azione, che per riprendere slancio FI dovrebbe procedere a un rinnovamento totale dei propri attori di prima linea (mettendo in scena intelligenze politiche che non mancano nel partito), come si fa a non intendere che non-comunicatori ontologici quali Antonio Tajani e Mariastella Gelmini, quando si esibiscono in televisione come esplicatori della linea politica di FI in luogo di persuadere inducono alla fuga miriadi di potenziali elettori, come è possibile che il partito berlusconiano non percepisca che l'avversario endemico da sconfiggere non è il pur calamitoso Movimento 5 Stelle ma il PD nel quale persistono intruppati gli incalliti comunisti eterni, tali per immarcescibile pre-giudizio che le occorrenze della realtà mai non scalfiscono? Come avviene che un partito in passato determinato e propositivo non arrivi a comprendere che criticare genericamente le scelte e le decisioni del Governo è gesto sterile se non si corredano le critiche con proposte operative chiare, motivate ed autenticamente operative (come si comporta in certi settori dell'agire politico Matteo Salvini, pervenuto fuor dell'alleanza di centro destra al potere governativo e finora, tra altro, eccellente comunicatore)?
Pubblicazione: 12 04 2019 (in blog di Antonio Socci, 28 ottobre 2018)

Luca Ricolfi
Immigrazione. La "cecità della sinistra" che regala "milioni di voti a Salvini"
Ricolfi è un politologo assai apprezzabile il quale si professa di sinistra. Malgrado ciò, concordo con le sue analisi e valutazioni che evidenziano una perizia investigativa di primo piano e una onesta intellettuale che è ontologicamente estranea, in verità, a tutte le manifestazioni storiche della sinistra, in specie di quella micidiale di derivazione marxista. Nell'intervista inclusa nell'articolo particolare rilevanza rivestono le considerazioni riguardanti l'incapacità della sinistra di percepire la consistenza e la pericolosità esiziale dell'invasione di torme di immigrati clandestini, avvertita invece dalla Lega salviniana, che trae da ciò consensi elettorali clamorosi
Pubblicazione: 01 03 2019 (in Il Tempo, 4 febbraio 2019)

Antonio Socci

Ecco perché nessuno vuole ricordare il centenario del Gulag
Il Comunismo è, assieme al Nazi-Fascismo, il regime politico più malvagio ed esecrabile della storia. Malgrado tale "infernale" evidenza tuttora masse di demenziali e forse criminali individui negano siffatta circostanza, pure razionalmente inconfutabile. I meno ostinati nel rigetto addossano i crimini alla figura demoniaca di Stalin; in verità però i Gulag, luoghi di annientamento delle persone umane, sono stati messi in azione cent'anni fa, all'esordio del Comunismo leniniano. La pervicacia negazionista è particolarmente atroce e condivisa in Italia. Ancora pochi decenni fa, quando Solgenitsin rivelava al mondo l'orrore dei lager comunisti, un individuo destinato a diventare pessimo presidente della Repubblica, accusava il perseguitato e insigne scrittore di falsità e sudditanza all'ideologia anti-comunista
Pubblicazione: 27 02 2019 (in Libero, 3 febbraio 2019)


Magdi Cristiano Allam
Denuncio lo Stato che sostituisce la popolazione italiana con una umanità meticcia
Intervento elaborato due anni fa ma per molti versi ancora attuale. Fortunatamente la stragrande maggioranza degli italiani ha ormai compreso il pericolo mortale costituito dall'invasione degli immigrati clandestini e ha cacciato con ignominia dal governo i minus habentes del sé dicente partito democratico. Il quale, malgrado i segnali inconfutabili di dissenso della gente e le batoste elettorali, persiste imperterrito nella politica di distruzione del Paese, di avversione ormai endemica nei riguardi dei cittadini italiani e di sostegno acefalico dell'invasione (che non è di giovamento alcuno neppure per i clandestini che vorrebbero malgrado tutto seguitare a riversarsi qui, trattati dai buonisti alla stregua di fanciulli irrazionali, senza decoro, senza dignità, che si possono collocare e spostare a guisa di bestiole subumane da un luogo all'altro, nutrendole senza minimo loro contributo a guisa di cucciolotti sempre mentalmente immaturi. Il nuovo ministro dell'Interno Matteo Salvini cerca con lodevolissima fermezza di invertire l'osceno pluriennale andazzo: contrastato, odiato, vilipeso da tutti i mentecatti della Penisola, compresi quelli seguaci del ripugnante guitto genovese con i quali intruppandosi si è incaponito sciaguratamente a tentare, fuori da ogni logica, di governare questo comatoso Paese
Pubblicazione: 22 08 2019 (in il Giornale, 25 settembre 2016)

Gian Micalessin
Che disastro la Merkel in cinque mosse ha affondato l'Europa
Indecifrabile donna Angela Merkel, cancelliera di Germania. Di sicuro non è in lei infusa la virtù della coerenza. Strapazza la Grecia, rende l'Europa succuba dello Stato che governa, si considera e forse è padrona della stessa, cinicamente determinata a realizzare il sogno di egemonia cedendo alla voluttà del quale due volte nel secolo scorso i tedeschi hanno distrutto l'Europa. Improvvisamente, del tutto contraddicendo se stessa, non per afflato umanitario ma probabilmente perseguendo un luciferino disegno sempre di dominio, dà via libera all'invasione del Vecchi Continente da parte di orde mediorientali ed orientali. Così mostruosamente aggravando il problema maggiore che affligge l'Europa e la porterà a prossima ventura catastrofe, essendo ormai gli europei non solo stupidamente ciechi ma oscenamente imbelli
Pubblicazione: 03 10 2015 (in il Giornale, 16 settembre 2015)


Vittorio Feltri
Integrazione sogno impossibile: l'islam vuole solo ucciderci
L'Europa invasa da orde barbariche dall'Africa e dal Medio Oriente. E i governanti invece di rendersi lucidamente conto della portata e della gravità del fenomeno, subiscono, annaspano, vagolano nell'incertezza, si rassegnano all'occupazione violenta, neppure alla lontana provvedono alla difesa dei disgraziati europei (molti dei quali, in fatto di incomprensione del problema, affini agli stolidi capi). Quasi tutti coloro che nel Vecchio Continente con la massima aggressività mettono piede sono islamici, intrisi di risentimento, d'odio, di spirito di vendetta. Decisi a far fare una brutta fine ai maledetti infedeli che per secoli hanno respinto l'avanzata dei veri credenti. Prevarranno stavolta, per l'acefalia di governanti e non pensanti d'Europa. Sarà una mattanza, un'ecatombe, anche di maomettani almeno, confido; ma la soddisfazione è molto magra .....
Pubblicazione 14 09 2015 (in il Giornale, 27 giugno 2015)


Livio Caputo
Attenzione, il nemico è tra noi
Uno degli ormai numerosi interventi sul mortale pericolo rappresentato dall'Islam, per secoli impegnato in una lotta asperrima contro l'Europa per soggiogarla, poi sconfitto e tenuto a freno. Adesso il mostro maomettano si è risvegliato. con una virulenza distruttiva più orripilante di quella già palesata in passato. Se continua con la vergognosa politica dello struzzo l'Europa (l'Italia in prima fila per evidenti ragioni simboliche) è destinata ad essere questa volta definitivamente sommersa. C'è da digrignare i denti rilevando la schifosa inerzia nei riguardi degli odiatori islamici prossimi a distruggerci degli imbelli, inetti, conniventi governanti europei, disposti a subire ogni umiliazione, fuori da decoro e onore, pur di almeno procrastinare l'inevitabile resa dei conti. C'è solo da sperare che essi siano i primi a pagare il fio della loro colpevolissima ignavia
Pubblicazione: 01 03 2015 (in il Giornale, 6 novembre 2014)

Giampaolo Pansa
Siamo in guerra, basta pietà
Pansa è uno dei pochi giornalisti italiani forniti di moralità tale che gli consente di pensare e scrivere in piena autonomia, senza condizionamento da parte del falso moralismo emanante dal 'politically correct'. Non si può pertanto non condividere la lucidissima analisi qui proposta concernente il pericolo mortale rappresentato, per la sopravvivenza della civiltà occidentale e in specie della derelitta e imbelle Europa, dall'irruzione in scena del catastrofico Califfato, punta di diamante dell'estremismo e dell'integralismo islamico. In particolare l'Italia, se non fosse purtroppo istupidita dalla demenza endemica che in essa lievita, dovrebbe avvertire la pericolosità della situazione e attrezzarsi per rintuzzare il mortale pericolo, in quanto meta finale e più prossima della conquista mussulmana. In primis duramente contrastando invece di delittuosamente favorire l'immigrazione clandestina, con la quale arrivano qui le teste di ponte dell'invasione maomettana prossima ventura. Il non governo presieduto dal "clandestino" Matteo Renzi in fatto di consapevolezza della micidiale insidia palesa la lucidità mentale e prassica di un lemure decollato .....
Pubblicazione: 04 12 2014 (in Libero, 25 agosto 2014)



Angelo Panebianco
Due argomenti ancora tabù
Una analisi circostanziata, approfondita e non affetta da ideologismo pregiudiziale del "renzismo". Leggermente inficiata da una valutazione troppo benevolente del personaggio, probabilmente succubo del suo ego, inebbriato dal successo conseguito, privo di adeguata competenza a governare
Pubblicazione: 08 09 2014 (in Corriere della Sera, 13 luglio 2014) 


Ernesto Galli della Loggia
Ciò che Renzi ancora non ha
Non è condivisibile proprio tutto quello che Galli della Loggia scrive nei suoi editoriali pubblicati nel Corriere della Sera: molte sue opinioni però sono sottoscrivibili senza riserve. Egli, infatti, si dimostra uno dei pochi politologi di punta notevolmente cauterizzato avverso gli schematismi ideologici che spesso attoscano e rendono privi di sostanza argomentativa gli interventi di opinion makers che magari non sarebbero del tutto spregevoli se il pre-giudizio appunto ideologico non li devitalizzasse. Rilevante in questo articolo dedicato alle mosse prossime venture di Matteo Renzi la convinzione che il premier fiorentino per fare uscire il Paese dal coma in cui rantola, affinché abbia un nuovo volto il futuro, occorre che muti il passato. Ciò significa portare in primo piano ideali e valori negletti quali il merito, l'uguaglianza delle opportunità, l'identità nazionale, l'amore per la conoscenza. Ad avviso di Galli della Loggia è la scuola l'apparato dello Stato più deficitario, specialista implacabile di scelte sempre e tutte sbagliate. Il sistema universitario non è da meno in fatto di rovine provocate, spreco di risorse, mediocrità delle prestazioni. Seguito a ruota dalla gestione dei Beni culturali che dovrebbero, come non è, essere invece una risorsa primaria
Pubblicazione: 19 08 2014 (in Corriere della Sera, 29 giugno 2014)


Piero Ostellino
Quella sentenza e i doveri d'uno Stato
Nel giorno in cui l'inflessibile tribunale meneghino commina a Silvio Berlusconi la pena alternativa al carcere di svolgimento di servizi sociali a scopo redentivo (provvedimento assolutamente grottesco in rapporto a uomo che ha esercitato un ruolo di primo piano nell'edilizia urbanistica e nella evoluzione dei mass media televisivi e. a seguire, ha contrassegnato di sé per un ventennio la scena politica italiana e internazionale), ecco qui una argomentazione esemplare concernente il focus della sentenza contro di lui pronunciata. Ostellino evidenzia con serrata e non parziale analisi che al Berlusconi non vengono imputati specifici acclarati reati, bensì una nuova fattispecie giuridica delinquenziale, quella di "ideatore di reato". Così, a testimonianza inconfutabile che ormai questo disgraziato Paese langue schiavizzato da una vera e propria dittatura giudiziaria, ecco che balza in primo piano il reato punito in tutte le dittature, quello di "opinione". Quando la ribellione?
Pubblicazione: 10 04 2014 (in Corriere della Sera, 4 settembre 2013)


Ida Magli
Il tabù è caduto, lo Stato italiano non esiste più
Non esiste Stato se non esiste il suo territorio e il suo popolo. Per questo l'abolizione del reato di clandestinità è una a bomba contro lo Stato italiano e contro il popolo italiano: una specie di terrificante svuota carceri preventivo
e assoluto. Stamani i grillini sono usciti di casa senza chiudere la porta. Anzi, appena giunti in strada hanno
gettato le chiavi nel primo cassonetto. Chiunque entri in «casa loro» - definizione ormai priva di senso - non commette nessun reato, è libero di entrarvi e di dichiararsene familiare. Altrettanto hanno fatto, uscendo di casa stamani, Renzi e tutti i suoi sostenitori, gli appartenenti al Pd che guardano con entusiasmo al governo Letta e ai suoi ministri. Finalmente è stata imboccata la strada giusta: far sparire lo Stato italiano e il popolo italiano. Enrico Letta è stato il primo naturalmente a lasciare aperta stamani la porta di casa ma, invece di buttarne le chiavi nel cassonetto, le ha consegnate alla signora Kyenge affinché sia lei personalmente a gettarle via [continua]
Pubblicazione: 23 01 2014 (in il Giornale, 22 gennaio 2014)

Luciano Lelli
Da Popolo della Libertà a Forza Italia: avanti o indietro tutta?
Tre mesi all'incirca sono trascorsi dalla redazione della nota qui pubblicata, tenuta in sostanziale dimenticanza dentro una cartella elettronica. La paventata scissione è avvenuta, il siculo Alfano e un pugnetto di storditi sodali d'avventura, cupidi di poltrone e sgabelli nelle stanze del potere, ha miserabilmente rescisso il cordone ombelicale con il proprio "creatore" e benefattore (ho sbagliato nel reputare alcuni dei fuoriusciti quasi intelligenti e onesti pur appartenendo alla ghenga dei politicanti). Intanto Forza Italia, inopportunamente riesumata, vivacchia, senza popolo, iscritti, regole democratiche. Fino a quando non si darà una struttura basata su esplicite designazioni elettive dei dirigenti a tutti i livelli, Forza Italia magari raccatterà voti, ma non diventerà un partito radicato nel territorio e nell'immaginario di moderati, liberali, avversari dello statalismo incarnato dalla sé dicente sinistra Pubblicazione: 21 01 2014

Marcello Veneziani
Da Almirante a Craxi chi tocca la sinistra muore
Il leader del Msi fu accusato di stragismo, quello del Psi distrutto per aver messo i comunisti nell'angolo. Da 20 anni nel mirino c'è Berlusconi. Vorrei conoscere la segreta legge in base alla quale chi si oppone alla sinistra è sempre un delinquente. Cito tre esempi principali, diversi per stile ed epoca, più altri casi paralleli. Quarant'anni fa il delinquente si chiamava Giorgio Almirante. Aveva ottenuto un gran successo elettorale, riempiva le piazze, spopolava in tv. Perciò si decise che era un criminale, e dunque andava messo fuori legge col suo partito. Badate bene, il Msi in quella fase era meno fascista di prima, era in doppiopetto, era diventato destra nazionale, apriva a liberali e monarchici, aveva perfino partigiani. Ma allora risorse il fronte antifascista. La stessa criminalizzazione era avvenuta nel '60 quando l'Msi aveva svoltato in senso moderato, ..... [continua .....]
Pubblicazione: 08 10 2013 (in il Giornale, 5 agosto 2013)

Renato Brunetta
Tutti gli errori che lui non racconta
Le recenti elezioni, conclusesi con un pareggio tra PD e PdL e caratterizzate dall'affermazione demagogica del movimento inventato dal guitto genovese Giuseppe Piero Grillo, hanno acuito tutti i problemi, nessuno purtroppo risolvendone. Se s'eccettua la sacrosanta legnata inferta al Monti mortifero e alla sua boria, la gaudiosa eliminazione del principe degli inetti e degli autolesionisti Fini, il ridimensionamento sino al limite dell'irrilevanza del nullafacente endemico Casini. Certo è che, azzerata vivaddio l'infausta e micidiale parentesi del governo tecnico, è stupefacente che in soli tredici mesi l'insipiente della Bocconi sia riuscito a combinare una tanto abnorme mole di disastri e che politici europei e anche italiani, giornali e televisioni si siano fatti abbindolare da un siffatto sfasciacarrozze e smerciatore di raccapriccianti inversioni della realtà effettuale. Evidentemente entro i crani di una galassia d'individui la materia grigia pensante latita, sostituita da puzzolente segatura
Pubblicazione: 02 03 2013 (in il Giornale, 24 dicembre 2012) 


Giampaolo Pansa
Vietiamo i cortei della Generazione Z
Nel corrente momento storico, sciamannato e contradditorio, vige una consuetudine antropologica antinomica: da un lato, in particolare in campo politico, ci si abbandona a una stolta esaltazione del giovanilismo, secondo la quale le persone di recente nate sarebbero in grado di risolvere i drammatici problemi provocati dalla stoltezza degli attempati, a prescindere da intelligenza, preparazione culturale, etica, vocazione a spendersi per il pubblico bene. Dall'altro i medesimi giovani sono i più colpiti dalla crisi economica, costretti alla disoccupazione per mancanza di occasioni. Non tutti però, soltanto l'esigua percentuale di quanti hanno e manifestano buone disposizioni. La stragrande maggioranza, come rileva Pansa, è costituita da zombie, individui senza arte né parte che solamente una cosa sanno fare: lamentarsi, protestare, marciare continuamente in cortei, non escludendo violenza, offesa alle persone, devastazioni. La qualità, comunque poco diffusa, nulla spartisce con l'età cronologica
Pubblicazione: 01 03 2013 (in Libero, 25 novembre 2012)


Renato Brunetta
L'anniversario nero del governo tecnico. Così ci ha affossato
Una rappresentazione a tutto tondo, veramente esemplare, dei disastri combinati dal governo dei tecnici, redatta nell'imminenza della caduta dello stesso. Raramente, nella pur tutt'altro che brillante storia dei governi italiani, un esecutivo si è dimostrato così fallimentare, incapace di di conseguire anche uno solo degli obiettivi per mirare ai quali era stato sciaguratamente messo in sella, improvvidamente e senza ragione sbalzato il governo votato nel 2008 dagli elettori italiani. Come squadra e singolarmente i ministri, dopo un anno di demenziali iniziative, si sono palesati peggiori dei più inconcludenti esecutivi e ministri politici esibitisi in passato. Si dà dunque uno iato smisurato tra competenze accademiche vantate ed effettive capacità di affrontare con lucidità, decisionismo e lungimiranza i problemi reali e concreti
Pubblicazione: 21 02 2013 (in il Giornale, 18 novembre 2012)


Luciano Lelli
Il Governo Monti o della retorica del nulla
Questo testo, elaborato nello scorso giugno, è rimasto "in sonno" per cinque mesi. Ritenendo l'autore che i giudizi estremamente negativi in esso formulati sulla genesi del Governo Monti e sulle azioni politiche dello stesso potessero essere errati, per il poco tempo allora intercorso dall'avvio della sua attività. Trascorso un anno però ogni dubbio è definitivamente caduto: nulla di decente l'uomo del Presidente e la sua scarsa squadra hanno combinato, tutto è peggiorato (per gli Italiani) da quando essi sono in scena; solo d'una cosa sono smaniosi: di apparire e chiacchierare ovunque, su tutto bofonchiando a vuoto. Come i peggiori dei politici. Nel frattempo la democrazia è stata strangolata, la gente soffre, la depressione incombe, il futuro balugina nerissimo. Sia lode di tanto progresso a Napolitano Ottimo e Massimo.
Pubblicazione: 20 11 2012

Marcello Pera
La riforma dei finanziamenti che vuole Casini? Sarebbe perfetta. In Unione sovietica
Tre sciagure stanno per abbattersi sul parlamento e da lì sull'Italia: la riforma ("liberalizzazione", come ironicamente la definisce il presidente Monti) del diritto del lavoro, la legge elettorale, e la riforma dei rimborsi ai partiti, o come altro si voglia pudicamente chiamare il loro finanziamento pubblico. Se piove quel che tuona, sarà la pietra sulla tomba della nostra ormai pressoché defunta democrazia. Ormai qui c'è il tanfo della fine della democrazia: perché, come dice l'esperienza della storia e confermano i manuali, la democrazia muore quando la gente disprezza la libertà o la usa ad altri scopi
Pubblicazione: 10 06 2012 (in Libero, 8 aprile 2012)

Salvatore Tramontano
Se l'Europa tedesca assassina la Grecia
Ormai è inutile illudersi. L'Europa unita, nella quale tanto si confidava per una implementazione civile, sociale, culturale ed economica dei cittadini della stessa, ha clamorosamente fallito i suoi obiettivi. Ormai in molte nazioni si ritiene che gli assetti esistenziali delle persone invece di migliorare siano purtroppo peggiorati. Questa non è l'Europa sognata dagli utopisti della stessa, una comunità di persone sostanziata di ideali, valori, storia comune, solidarietà, sussidiarietà. Domina con le sue leggi criminali la finanza, la democrazia è stata esautorata e vilipesa in molti paesi, la miseria incombe progressivamente sui popoli, tutto appare costruito a garanzia dell'egemonia tedesca e, in subordine, della Francia. Non sarebbe più vantaggioso, almeno per i subordinati, uno stentoreo "rompete le righe"?
Pubblicazione: 30 03 2012 (in il Giornale, 14 febbraio 2012) 


Antonio Martino
L'UE, il cavallo e la quaglia
Ormai è lampante che la maggiore responsabile della crisi che affligge presso che tutti i paesi membri dell'Unione Europea è la Germania, cinicamente ostinata a considerare l'Europa, malamente costituitasi come entità politica sovranazionale, non già una costruzione fondata su valori ideali e prospettive di generalizzato sviluppo sociale e civile delle persone diventate cittadini europei ma un monstrum funzionale alle sue endemiche smanie di egemonia. Ciò perché, come causticamente rileva Martino, i tedeschi sono un grande popolo, con molte qualità e pochi difetti, che purtroppo però mettono le loro qualità al servizio dei loro difetti almeno due volte al secolo. Un'Europa escludente la Germania non è concepibile, osserva l'autore: ma neppure è pensabile la medesima senza la Grecia e l'Italia dal seno delle quali nazioni è nata
Pubblicazione: 25 03 2012 (in Il Tempo, 15 febbraio 2012)


Magdi Cristiano Allam
La finanza ha sdoganato la dittatura dell'emergenza
Il governo presieduto da Monti e imposto dal signor Napolitano oltre a provvedimenti iniqui e controproducenti (come l'aumento generalizzato delle imposte) "potrebbe" prenderne altri effettivamente atti a risolvere alcuni problemi sociali, economici e finanziari del Paese (in primis la riforma del mercato del lavoro), a causa di veti incrociati fuori dalla portata operativa dei partiti. Ma in ogni caso tale governo è gravido di negatività, le quali esplicheranno i loro effetti deleteri a tempi lunghi. Perché esito di un vulnus della democrazia, succubo della proliferante dittatura della finanza internazionale, espressione di una primazia istituzionale della presidenza della Repubblica non sancita dalla vecchia Costituzione del 1948
Pubblicazione: 27 02 2012 (in il Giornale, 13 febbraio 2012)


Vittorio Feltri
E ora chi ci salverà dal salvatore?
Issati al potere governativo dalla volontà sovrana del signor Napolitano, poco meno di tre mesi orsono, il bocconiano Mario Monti e la sua eteroclita squadra di "professori" hanno ormai rapidamente bruciato, anche con un profluvio di esternazioni dissennate, il credito che una parte della Nazione malgrado tutto aveva loro concesso. Nel breve lasso di tempo della gestione montiana sono emerse con cruda evidenza tre caratteristiche: Silvio Berlusconi non era affatto responsabile della crisi, anzi; la colpa prevalente della malattia imperante è di questa sgangherata Europa dei banchieri e dell'euro sfibrato dalla nascita; le disgrazie d'Italia dipendono in larga misura da moltissimi italiani, veramente cattivi soggetti
Pubblicazione: 06 02 2012 (in il Giornale, 15 gennaio 2012)
 

Magdi Cristiano Allam
L'islam ci minaccia e l'Occidente pensa solo al dio denaro
Mentre la minaccia islamica diventa progressivamente più insidiosa e anzi micidiale, l'Occidente, invece di coalizzarsi e attrezzarsi per respingerla, si involtola nelle proprie allucinazioni economico-finanziarie (la primazia del "dio denaro"). Sono impressionanti le analogie tra la situazione attuale dell'Occidente e quella che in passato, a distanza di secoli, portò all'estinzione dell'Impero Romano, prima d'Occidente e poi d'Oriente. Non sono però ancora del tutto svanite, forse, le condizioni indispensabili per fronteggiare la voluttà dell'islam di sottomissione dell'Europa alla propria aberrante sharia. Ma è indispensabile correre ai ripari con estrema urgenza, altrimenti .....
Pubblicazione: 03 02 2012 (in il Giornale, 9 gennaio 2012)
 

Magdi Cristiano Allam
Tornare alla lira ci salverà. Ecco perché
E' arrivato il momento di riconsiderare la nostra adesione all'euro e il ripristino della nostra sovranità monetaria, anche attraverso la rinazionalizzazione della Banca d'Italia e attribuendo direttamente al Tesoro l'emissione della moneta così come èavvenuto in passato. E' ora che decidiamo se vogliamo diventare schiavi di questa Europa dell'euro, autocratica, materialistica, consumistica e relativista, o se scegliamo di affrancarci finanziariamente, riscattare la nostra sovranità nazionale e rinascere come civiltà con un'anima che mette al centro la persona non la moneta, persegue il bene comune non il profitto costi quel che costi
Pubblicazione: 03 12 2011 (in il Giornale, 21 novembre 2011)

Luciano Lelli
La democrazia sotto il tallone di Mammona: si danno strategie per espellere il Leviatano dalle nostre vite?
A livello globale, con particolare virulenza in Italia, si sta manifestando un fenomeno finora occulto, sconcertante: mentre pareva assodato che "la sovranità appartiene al popolo" quasi all'improvviso emerge che il popolo non conta nulla e il potere reale negli stati e sopra gli stati è detenuto "dallo stato imperialista delle multinazionali del denaro", da Mammona, per rilanciare un termine di antico conio, crudamente apparso di estrema attualità. E' possibile ai popoli (all'Italia) scrollarsi di dosso l'orrenda sanguisuga? Forse, percorrendo una di due strade antinomiche: una Confederazione degli Stati Uniti d'Europa autenticamente politica e sovrana oppure, infranta l'attuale fittizia unione, il ritorno dei singoli membri, in specie dell'Italia, alla propria autonomia, in dignità di comportamenti e responsabilità di scelte
Pubblicazione: 13 11 2011

Vittorio Feltri
Altro che indignati: sono criminali
La storia ripete implacabilmente se stessa, di nessuno maestra, purtroppo, in specie delle frange non esigue di delinquenziali individui che nel contesto della crisi estesa ormai all'intero orbe terracqueo, inetti a qualsiasi comprensione delle dinamiche del fenomeno e incapaci di impegnarsi in spirito di solidarietà e sussidiarietà nella risoluzione dei problemi li aggravano tutti, stupidamente protestando e delittuosamente pervenendo a manifestazioni immonde di violenza, distruzione, sopraffazione. Non c'è proprio nulla da fare: la bestialità è cifra costitutiva della natura umana della quale molti non riescono a emendarsi. E' così dall'aurora della storia e sarà, è fin troppo facile il vaticinio, fino all'estinzione della stessa
Pubblicazione: 04 11 2011 (in il Giornale, 16 ottobre 2011)

Luciano Lelli
Considerazioni in merito a un comportamento assurdo e sullo sciopero come strumento di protesta e rivendicazione
Il Paese sta andando a catafascio, ucciso da uno spaventoso debito pubblico accumulato criminalmente per responsabilità primaria di sindacati confederali, PCI (e sue varie riedizioni), DC e che fa la CGIL? Celebra l'arcaica liturgia dello sciopero generale, cioè sottrae ulteriore ricchezza al Paese, quindi ne acuisce la grave patologia. E' certamente lecito dissentire dalle decisioni difficili assunte da chi ha la responsabilità di governare: ma il ricorso allo sciopero, nel 2011, dopo che da svariati decenni tale strumento di protesta e rivendicazione ha perso ogni significato, danneggia i cittadini e per nulla affatto i datori di lavoro (anzi,...) non testimonia soltanto  l'abbarbicamento a una religione oppositiva completamente sterile e controproducente ma un livello preoccupante di marasma intellettuale e disfacimento etico (per eccesso di droga ideologica iniettata in sé)
Pubblicazione: 09 09 2011

Maria Giovanna Maglie
Il caos della destra ha fatto trionfare la peggior sinistra
Dopo l'inopinata sconfitta di PdL e alleato nelle elezioni amministrative e, sostanzialmente, anche nei referendum, tutto è peggiorato in Italia. La cosiddetta sinistra che giaceva prostrata nella più profonda depressione ha rialzato la testa e ora si illude di riuscire a tornare quanto prima al potere, sua esclusiva ragione di esistenza. E purtroppo neppure si può escludere che ciò catastroficamente avvenga: non certo per merito degli eredi di Marx e Stalin e dei loro esecrabili reggicoda ma per clamorosa responsabilità dello schieramento al governo che non ha lasciato nulla di intentato in fatto di errori, interne contraddizioni, incapacità gestionale, anteposizione degli interessi di casta al perseguimento del "bene comune". E' ancora possibile una redimente inversione di rotta?
Pubblicazione: 19 07 2011 (in Libero, 14 giugno 2011)


Antonio Socci
Le bombe "umanitarie" Nato peggio della dittatura del raìs
Da tre mesi ormai francesi, inglesi e americani (ai quali purtroppo sono stati costretti ad accodarsi, se pure con estrema riluttanza, gli italiani) sganciano bombe sulla Libia, sciaguratamente intervenuti coperti dalla cinica menzognera intenzione di proteggere "i ribelli di Bengasi" dalla furia omicida di Gheddafi, in verità per approfittare della caotica situazione al fine di intraprendere lucrosi, vergognosi affari. Magari facendo fuori, en passant, "il folle di Tripoli". Tre mesi sono passati, le bombe non hanno impedito alle truppe del raìs di continuare ad ammazzare e hanno contribuito a far lievitare la contabilità dei morti innocenti, trucidati appunti dalle bombe "umanitarie". E il dittatore continua imperterrito a rimanere in sella. Possibile che i reggitori dei popoli sé dicenti "democratici" siano tanto avventuristi, incapaci e sordi alle lezioni della storia?
Pubblicazione: 14 06 2011 (in il Giornale, 6 giugno 2011)

Luciano Lelli
Discorso sulle elezioni amministrative appena perse dal PdL e sugli esiti della sconfitta sopra i destini imminenti d'Italia
Dopo un'esaltante serie di vittorie elettorali reiterate dal 2008 al 2010 (la quale ha suscitato depressione e furore nelle desiecta membra di gruppi e gruppuscoli costituenti l'ectoplasmatica sinistra) stavolta PdL e Lega non hanno ripetuto le passate performances, anzi. Squilli di tromba finalmente dagli avelli in cui giacciono gli squinternati eredi di una ideologia feroce ma determinatissima nella sua volontà di potenza. Sconcerto e delusione nella coalizione governativa, stavolta non animata come al solito dalle recite finora trascinanti di Silvio Berlusconi. Ora il quadro è fosco e alto il rischio che i delicati processi di resistenza ai morsi della crisi economica internazionale vengano destrutturati
Pubblicazione: 08 06 2011


Giampaolo Pansa
La sinistra burlesque perde persino se vince

Un quadro di lucidità impressionante, intriso di delusione e disincanto, sulla situazione attuale della sinistra, congrega di sbandati senza arte né parte, i quali, come recita il titolo, perderebbero anche se vincessero (per l'endemica loro incapacità a operare con un minimo di sensatezza razionale e l'irresistibile vocazione ad accapigliarsi già di recente palesata). In effetti però gli adepti della sinistra sanno di non poter regolarmente prevalere in una corretta competizione elettorale: così hanno delegato alla magistratura esondante dalle sue attribuzioni il compito di abbattere con ogni mezzo lecito e illecito l'arcinemico Berlusconi. Grande è la desolazione di Pansa, costretto a rilevare l'infima caratura dei capetti della sinistra odierna, rispetto alla tragica grandezza di personaggi del passato del calibro di Togliatti e Nenni
Pubblicazione: 05 03 2011 (in Libero, 20 febbraio 2011)

Luciano Lelli
La Giustizia ingiusta che imperversa
L'ordinato funzionamento di uno Stato è grandemente condizionato dall'equilibrio dei tre poteri che sono peculiari dell'azione statuale. In specie dopo la sciagurata stagione di Tangentopoli, in Italia tale essenziale equilibrio si è infranto e la Magistratura ha di fatto assunto una primazia rispetto a Parlamento e Governo, del tutto incongrua e negativa per la civile convivenza della comunità nazionale. Urge pertanto una riforma integrale del potere giudiziario che lo riporti nel proprio specifico alveo funzionale, l'amministrazione della giustizia nel pieno ossequio delle leggi sancite, a servizio esclusivo e sommamente imparziale dei cittadini
Pubblicazione: 25 12 2010


Antonio Socci
Ha sbagliato per una vita. Ora ci fa la predica
E' risaputo che la mia simpatia nei riguardi del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non è spiccatissima, anche se l'uomo esercita la funzione alla quale è stato chiamato in rappresentanza di metà dei cittadini italiani con sufficiente decoro. Non sono ovviamente il solo a mantenersi freddino al cospetto dell'abitatore del Colle. Mi associo pertanto alle considerazioni di Socci che quale autorità morale gli antepone il proprio padre
Pubblicazione: 17 11 2010 (in Libero, 4 settembre 2010)


Mario Sechi
I meriti del Cav più grandi dei suoi errori
Forse non c'è, nella storia d'Italia post 1945, un altro personaggio politico osteggiato dagli avversari (non di rado veri e propri nemici) e dalla quasi totalità degli opinion makers di Silvio Berlusconi. Prima o poi la storia farà giustizia della feroce acefala ostilità di cui egli è da quindici anni bersaglio. Qualcuno, malgrado la persistente grancassa del coro assatanato, ha già cominciato a mettere in scena una disanima critica non oscurata da apriorismi ideologici totali
Pubblicazione: 12 06 2010 (in il Tempo, 7 giugno 2010)


Giampaolo Pansa
E' finalmente iniziata la Terza Repubblica
Spinta leghista verso uno Stato federale, nascita del partito dell'astensione e vittoria dei governatori emergenti malgrado l'ostilità interna delle loro coalizioni. Un analista di lungo corso e di fervida capacità intuitiva come Giampaolo Pansa ipotizza che dalla concorrenza dei tre elementi prevalenti in occasione delle recenti elezioni regionali prenda l'abbrivio la Terza Repubblica. Con l'auspicio che essa sia migliore della prima (e soprattutto della seconda)
Pubblicazione: 04 06 2010 (in Libero, 31 marzo 2010)


Davide Giacalone
Il Cav. governa pure l'opposizione
La figura politica di Silvio Berlusconi è talmente preponderante, densa di rilevanza storica, che pure i suoi avversari, pur se avvoltolati furiosamente nell'antiberlusconismo, di fatto sono berlusconiani. Nel senso che tutto quel che dicono (chiacchiere senza senso per lo più) è un riflesso delle tesi professate e delle azioni intraprese dal premier. Egli legittima, dà senso agli avversari, veri e propri fantasmi fuori dalla sua ombra
Pubblicazione: 29 05 2010 (in Libero, 6 ottobre 2009)


Vittorio Feltri
Vecchi e nuovi traditori cambiano casa
Un articolo esemplare, uscito mesi addietro, per l'icastica rappresentazione che propone del "teatrino della politica", sulla scena del quale recitano personaggi che sembrano del tutto indifferenti ai problemi del Paese, ferocemente applicati solo nella coltivazione delle proprie ambizioni e velleità. Trattasi di atteggiamento perenne dei "professionisti della politica", tanto che l'articolo potrebbe essere stato scritto anche ... domani
Pubblicazione: 20 05 2010 (in il Giornale, 13 dicembre 2009)


Renato Farina
Così il Meeting ha sepolto l'egemonia culturale della sinistra
Sottolineatura esemplare di una evoluzione ancora scarsamente percepita ma di enorme rilevanza per la speranza di futuro del Paese: sì, è ormai defunta l'arrogante pretesa della sedicente sinistra di procedere, essa sola, nella luce e nella sapienza della "Storia"
Pubblicazione: 12 09 2009 (in il Giornale, 31 agosto 2009)

Luciano Lelli
Libertà di espressione del pensiero e funzione di dirigente dello Stato: alcune puntualizzazioni non polemiche
Tentativo di far prevalere la razionalità entro una diatriba furiosamente ideologica
Pubblicazione: 29 08 2009


Marcello Veneziani
La vera rivoluzione è fare i conservatori
Il re è nudo. Lo Zeitgeist autentico è radicamento nella tradizione. Una lucidissima ri-scoperta
Pubblicazione: 24 07 2009 (in Libero, 4 luglio 2009)


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Angelo Panebianco
Rimettere i piedi per terra
L'Europa dorme, cincischia, i suoi capi sparano sentenze spesso farcite di inaudita stupidità, gli europei si trastullano con la pace, il dialogo, la collaborazione tra i popoli. Da settant'anni una minaccia bellica globale sostanzialmente non ci pende sulla testa (la possibilità di una estinzione nucleare di tutti non è mai stata ritenuta davvero realistica). Ma l'Islam, il nemico storico, non s'è adeguato a siffatto sonnacchioso irenismo e ora sogna di conquistarla finalmente e di sottometterla l'Europa dei nazareni e degli infedeli. E' un pericolo effettivo? Sì, purtroppo. Se l'Europa non potenzia al massimo il suo esercito unificato, non si convince che la guerra non è un residuo del passato ma una tragica realtà del presente, non interviene (Siria, Libia, Iraq) per combattere duramente senza pietismi e buonismi a salvaguardia delle proprie minacciate libertà e civiltà
Pubblicazione: 23 09 2015 (in Corriere della Sera, 14 settembre 2015) 



Ernesto Galli della Loggia
Cattiva coscienza europea
L'Europa è in fase di invasione, da parte principalmente di orde mussulmane. Arrivano a centinaia di migliaia i cosiddetti migranti (immigrati clandestini), in percentuale maggioritaria di fede maomettana, molti di essi qui inviati dal nemico endemico e storico (l'Islam nelle sue attuali più feroci e aggressive espressioni politiche) per fungere da "quinta colonna" interna quando verrà scatenato l'attacco vero e proprio. I più dementi governanti della storia al potere oggigiorno in Europa di fronte all'immane pericolo permangono sordi e ciechi, anzi, favoriscono, tranne alcuni, l'invasione, preoccupati dell'accoglienza invece che dell'opposizione dura, recisa e integrale all'aggressione. Del resto che cosa ci si può aspettare da Paesi che sono atterriti perfino dalla parola guerra, hanno smantellato arsenali bellici e ridotte al minimo le forze armate, piuttosto che combattere sono disposti a offrire le terga?
Pubblicazione 04 09 2015 (in Corriere della Sera, 16 febbraio 2015)


Luciano Lelli
Carneade è tornato: Renzi dileggia Alfano e turlupina Berlusconi
Stracciato l'ectoplasmatico "Patto del Nazareno", Renzi il callido bulletto trionfa, imponendo quale inquilino del Colle Mattarella il grigio silente. Egli si è fatto beffe nel contempo del mediocrissimo Alfano e dell'esausto Berlusconi. Ma è costui il più malmenato dal monellaccio fiorentino. Emerge con la più cruda evidenza che Silvio Berlusconi ha concluso la sua più che ventennale vicenda politica, che gli storici non accecati da occhiali ideologici non valuteranno negativamente. Ora però, per salvaguardia della sua decorosa figura politica, bene per tutti sarebbe che egli si ritirasse dietro le quinte, consentendo all'area dei liberali, dei moderati e dei radicati negli ideali della destra "storica" di designare tramite libera scelta un nuovo leader capace d'essere contraltare efficace del Renzi da Firenze, aspirante dittatorello
Pubblicazione: 10 02 2015


Giampaolo Pansa
Matteo Renzi, un Ganassa pericoloso a Palazzo Chigi
"Adesso non ci può fermare più nessuno!" ha esclamato Matteo Renzi subito dopo il primo voto sulla riforma del Senato. Secondo un'altra versione, anche questa raccolta dai media, avrebbe strillato: "Nessuno può fermare il cambiamento!" Ma è la medesima cosa. .....
Pubblicazione: 13 10 2014 (in Libero, 11 agosto 2014


Luciano Lelli
L'Italia e le altre nazioni europee all'indomani del voto: postille valutative
Disanima ad ampio raggio dell'esito delle elezioni europee, con attenzione accentrata sui sorprendenti risultati delle stesse in Italia e in particolare sulla disfatta subita da Forza Italia. Il testo analizza in dettaglio i probabili motivi della sconfitta di cui stavolta Berlusconi è responsabile
Pubblicazione: 08 09 2014


Luciano Lelli
Bologna calcio e Bologna città
Testo furiosamente scritto mesi addietro, allorché il Bologna calcio, a conclusione di una vergognosa stagione "non" agonistica, perdendo in casa contro la mediocrissima squadra di Catania essa pure retrocessa, è precipitato in serie B. La vicenda in sé non è il fulcro argomentativo di questo intervento. Essa viene adoperata per rappresentare lo stato comatoso di Bologna città, un tempo nobile, dotta e grassa, ridotta oggigiorno dai peggiori amministratori comunali della storia a un vero e proprio luogo di indecenza. Sono trascorsi mesi dalla redazione dello scritto ma nulla è migliorato, anzi, i cambiamenti sono tutti di segno negativo. Sembra che sindaco e mala compagnia facciano di tutto per conseguire il peggio ipotizzabile. E' sufficiente una passeggiata domenicale nel centro storico della violentata città per toccare con mano quanto qui sostenuto: mezzi di trasporto delirantemente vaganti senza informazioni ai derelitti passeggeri, sporcizia, fetore, muri scarabocchiati con aggiunta costante di altri stupri grafici, fracasso, gentaglia di ogni razza e colore che chiede oboli, propone con insistenza merce insulsa, disturba i radi frequentatori di civile apparenza, .....
Pubblicazione: 18 08 2014



Alan Friedman
L'estate segreta di Monti
Per anni Carlo de Benedetti, il magnate industriale italiano, ha trascorso alcuni giorni d'estate rilassandosi con amici e famiglia al clima fresco di St Moritz. L'elegante resort svizzero è il preferito degli esponenti dell'élite italiana; tra questi Mario Monti, l'ex presidente del Consiglio e vecchio amico di De Benedetti. Nell'estate del 2011 i due si incontrarono nel 'ritiro alpino degli industriali per un colloquio privato in merito ad un avvenimento che avrebbe avuto profonde conseguenze pubbliche. "Mario chiese se ci saremmo potuti incontrare , e io scelsi una tipica trattoria svizzera per cena, giusto fuori St Moritz. Ma all'ultimo minuto lui disse che voleva parlare in privato e così ribattei: 'Certamente, passa da casa mia prima di cena', e lui venne da me", dice De Benedetti. "E fu allora che mi disse che era possibile che il Presidente della Repubblica, Napolitano, gli proponesse di diventare Presidente del Consiglio, e mi chiese un parere". De Benedetti afferma che i due uomini discussero "del fatto se avrebbe dovuto o meno accettare l'offerta, ....." [continua]
Pubblicazione: 03 03 2014 (testo tradotto reperito nel sito di Forza Italia)


Angelo Panebianco
Troppe ipocrisie sugli immigrati
La richiesta di Matteo Renzi di inserire la riforma della Bossi-Fini fra i temi del contratto di governo, al di là delle motivazioni del neosegretario del Pd, potrebbe essere una occasione da cogliere per dare basi più razionali alla nostra politica dell’immigrazione. Dobbiamo solo limitarci a tamponare e contenere i flussi migratori o abbiamo bisogno di interventi più attivi e, soprattutto, più selettivi? Una domanda che diventa possibile se ci si lascia alle spalle le ambiguità e le ipocrisie che hanno fin qui dominato il campo. Le ambiguità dipendono dal fatto che sembriamo incapaci, a causa di certe sovrastrutture ideologiche, di decidere una volta per tutte a quale criterio appendere la politica dell’immigrazione: la convenienza oppure l’accoglienza (il dovere di accogliere i meno fortunati di noi)? Troppo spesso i due criteri vengono mescolati, l’immigrazione viene giustificata alla luce di entrambi. Se non che, si tratta di criteri fra loro in contraddizione. Ne deriva l’impossibilità di formulare proposte coerenti [continua]
Pubblicazione: 23 01 2014 (in Corriere della Sera, 13 gennaio 2014)

Luciano Lelli
A proposito dell'attteggiamento supino, anzi succubo, dell'Italia nei riguardi dell'India (e pure di altri Stati)
Forse l'Italia, eccezion fatta per gli anni del ventennio fascista precedenti quelli delle scelte sciagurate del Regime (alleanza con la Germania, approvazione delle leggi razziali, entrata in guerra) non ha mai cessato davvero d'essere una mera "espressione geografica". Vale a dire un territorio pestato da una congerie di individui endemicamente e in contrapposizione faziosi, mai una volta d'accordo tra di loro, animati da una sinistra e irresistibile voluttà di "bellum omnium contra omnes". Individui in larghissima percentuale acefali, senza onore, pavidi, incapaci persino di pensare se stessi forniti di decoro, inetti a ogni atto di forza contro la gente degli altri stati che spesso e volentieri li sbeffeggia, irride e sconciamente sfrutta. Governati da gentaglia ancora più sordida. In merito nulla è più emblematico della vicenda che ci coinvolge con la lontana India, in prima fila al momento nel considerarci inani deiezioni di scarafaggi
Pubblicazione: 14 01 2014


Roberto Gervaso
E dopo?
Sic transit gloria mundi. Il sé dicente grande economista Mario Monti, individuato dal rabdomante Napolitano come salvatore della patria mandata in rovina dal cattivo soggetto Berlusconi, insignito senza uno straccio di merito del laticlavio a vita, imposto in spregio di tutte le regole della democrazia quale premier, esaltato da una canea di corifei internazionali e nazionali quale novello uomo della provvidenza, ha fornito alla prova dei fatti una dimostrazione di incompetenza che più negativa non avrebbe potuto essere. Succubo dei poteri forti e prono ai voleri di Angela Merkel, ha massacrato di tasse il Paese, deprimendolo, rattristandolo ulteriormente, spargendo miseria a piene mani. Tutto ciò con una supponenza comunicativa mortifera e una inclinazione vergognosa a ribaltare lo status rerum. Ora vivacchia come un politicante da quattro soldi proferendo di tanto in tanto sconcezze, ai margini del quadro politico che lui come pochi altri ha contribuito ad attoscare
Pubblicazione: 28 08 2013 (in Il Messaggero, 13 febbraio 2013)


Piero Ostellino
Una discutibile polpetta avvelenata
Ennesima disanima critica radicale delle scelte finanziarie ed economiche effettuate dal premier Monti (vergata prima che le recenti elezioni politiche evidenziassero con la più cruda perentorietà il dissenso dei votanti dalle miserevoli intraprese del mai abbastanza vituperato bocconiano). Un siffatto compatto schieramento ostile, nel quale militano studiosi di finanze ed economia, politici, giornalisti e una percentuale stratosferica di elettori non può non avvalorare l'opinione di quanti accomunano il signor Napolitano nel colossale fallimento del Monti germanofilo. Perché del vetero comunista è la responsabilità d'aver tratto dal suo presidenziale cappello il detto uomo, in lui confidando per scampare il Paese dai disastri combinati dall'ovviamente orrido Cavaliere. Se a incorrere in un abbaglio tanto clamoroso e pernicioso fosse stato il peccatore di Arcore, sarebbe stato lapidato o impalato. Invece la strana coppia continua imperterrita e benedicente a imperversare
Pubblicazione: 04 03 2013 (in Corriere della Sera, 9 febbraio 2013)


Luciano Lelli
Nell'imminenza dei "comizi elettorali": dichiarazione di voto, argomentata
I cittadini italiani alle urne per rieleggere i membri del Parlamento, così ripristinando le consuetudini democratiche vulnerate dalla grave, catastrofica iniziativa di annichilimento della volontà dei cittadini per affidare la gestione del potere agli "ottimati", i quali hanno dato di sé la peggiore prova ipotizzabile. Una pletora i raggruppamenti in lizza, a ripudio della chiarificazione bipolare che è stata merito rilevante di Silvio Berlusconi. Forte è in molti la tentazione di astenersi a espressione del proprio disprezzo per la casta dei politici. Ma la fuga non porta mai alla vittoria. A quale fazione, allora, è pertinente e produttivo, assegnare il suffragio? Con corredo di motivazioni epistemologiche, etiche, storiche, di filosofia della politica, qui si perviene ad argomentare che la scelta meno deficitaria e meno foriera di rischi per il Paese e i cittadini non può non concernere, pur con mille e uno distinguo, il Popolo della Libertà
Pubblicazione: 24 02 2013 


Luca Ricolfi
Se il fisco è più iniquo di prima
Una esemplare disanima, accentrata su una delle questioni più drammatiche nel contesto sociale e politico italiano: l'inesorabile aumento dell'imposizione fiscale disposto dallo sciagurato governo dei tecnici, a reiterazione di un atteggiamento perverso da decenni adottato da tutti i governi della Repubblica, con particolare predilezione da quelli credenti nelle suggestioni e nei falsi miti della sinistra. Il risvolto più iniquo della problematica è costituito dal fatto che alla vampirizzazione dei disgraziati italiani non corrisponde un ritorno in termini di beni e servizi adeguati. Le tasse estorte servono per lo più a nutrire l'insaziabile moloch entro il quale s'annidano famelici inutili amministratori e politici. Della mostruosa rapina, ovviamente, gli estorsori mai danno rendiconto ai derelitti sudditi così dissanguati
Pubblicazione: 06 02 2013 (in La Stampa, 13 ottobre 2013)

Luciano Lelli
Della stoltezza endemica della casta politica italiana
Ormai, almeno nello scrivente, si è insediato il convincimento che l'avversione anche da lui manifestata nei confronti della casta politica italiana non promani da dissensi di natura politica, ideologica, procedurale in merito a ciò che combinano i gestori della cosa pubblica, nell'ambito quindi di una comprensibile e per certi versi normale dialettica anche aspra tra visioni differenti e pure antitetiche di governare il Paese, di emanare per esso leggi e altre norme. No. E' ormai subentrata la convinzione che molti detentori del potere sbaglino non per diversità di idee e scelte ma per "deficienza" mentale riguardo i comportamenti che sarebbe adeguato assumere. I tre aneddoti riportati testimoniano con nitidezza la plausibilità di quanto qui sospettato
Pubblicazione: 04 10 2012


Vittorio Feltri
Monti e Tremonti i prof battuti dal sistema Italia
Dopo sei mesi di governo professorale, un consuntivo è d'obbligo. E anche un raffronto con la situazione precedente. Allora. Lo spread, nonostante le iniezioni di liquidità della Banca centrale, è ballerino. La Borsa è un cronicario per azioni senza speranza di alzarsi dal letto di dolore. La disoccupazione è al massimo storico. La produzione è precipitata. Il Pil è crollato. L'unica cosa consolidata è la recessione. L'inflazione si è riaccesa. Il debito pubblico, lungi dall'essere calato, ha toccato un picco record. In compenso, la macchina fiscale è impazzita e stritola i redditi (di chi li denuncia fedelmente) e si limita a rosicchiare i lembi dell'evasione
Pubbblicazione: 20 06 2012 (in il Giornale, 15 aprile 2012)


Antonio Socci
Così Monti ha fregato destra, sinistra e cattolici
Il governo dei tecnici imposto dal signor Napolitano, presieduto dal senatore a vita Mario Monti (il quale sempre di più assomiglia al personaggio Chance "Giardiniere" interpretato da Peter Sellers nel film "Oltre il giardino"), ha clamorosamente fallito e tutti ne sono delusi, anche coloro che avevano inneggiato al suo avvento poiché affossava l'odiato a torto Silvio Berlusconi. Monti e la sua ciurma una sola cosa hanno palesato di sapere fare: aumentare a dismisura l'imposizione fiscale. Così deprimendo ulteriormente l'economia nazionale e infliggendo agli italiani un micidiale impoverimento. Spesso, quando accecati dall'ideologia si agogna il cambiamento, si muta sì, ma in peggio
Pubblicazione: 13 04 2012 (in Libero, 26 febbraio 2012)

Mario Sechi
La scelta di essere marginali
Quasi tutti i commentatori e i gestori della politica si sono dichiarati d'accordo con il premier Monti che ha rinunciato all'idea di candidare Roma ad essere, nel 2020, città ospitante le Olimpiadi. Con la motivazione che l'impresa è estremamente impegnativa, in specie sul piano finanziario, e che un Paese il quale si dibatte in una grave crisi appunto economico-finanziaria non è in grado di affrontarla positivamente. Ho già in argomento manifestato il mio netto dissenso. Perché la decisione di Monti non favorisce la fuoriuscita dalla crisi ma ne è frutto avvelenato e aggravante. Evidenziando che essa non concerne solo il "dio denaro" bensì riguarda la dignità nazionale, la fiducia nel futuro, la capacità di misurarsi con il rischio, la determinazione ad essere forgiatori del proprio destino. Avvilimento e melanconia, dunque
Pubblicazione: 12 03 2012 (in Il Tempo, 15 febbraio 2012)


Magdi Cristiano Allam
Monti è pronto a svendere il Paese alla Merkel
Non si può non consentire totalmente con l'analisi di Allam, proprio nei giorni in cui la Grecia, costretta a sottostare al diktat liberticida e affamatore dell'Unione Europea, è sull'orlo della guerra civile. E l'Italia? Dopo decenni persi a blaterare di democrazia (a senso unico) l'abbiamo tranquillamente buttata alle ortiche, chinando la cervice al cospetto dell'imposizione dei nostri nuovi padroni internazionali. In ciò si dà tantissimo di profondamente sbagliato e amorale. La salvezza consiste in un soprassalto d'orgoglio, nella revisione integrale della scala dei valori di riferimento, nella sostituzione, come scrive Allam, degli ideali dell'essere rispetto all'egemonia totalitaria dell'avere
Pubblicazione: 13 02 2012 (in il Giornale, 30 gennaio 2012)


Antonio Socci
E' Napolitano, si sente Napoleone
Tagliente e inappuntabile la riflessione qui introdotta. A causa della crisi economico-finanziaria globale e una innegabile consunzione dell'esecutivo Berlusconi, la malattia dell'Italia era ed è gravissima. Le iniziative assunte dal signor Napolitano per contrastarla invece di portare verso la salvezza hanno acuito il disagio. Arrecando un vulnus che inciderà negativamente anche in futuro nella vita democratica del Paese. Con un diffuso consenso popolare, del quale prendo freddamente atto, strabiliato. Comunque il signor Napolitano non è una risorsa per l'Italia ma un problema nel problema. Comunista fin da fanciullo,la sorta di crisma battesimale che reca addosso lo segna irrimediabilmente, senza possibilità di redenzione usque ad consummationem eius vitae
Pubblicazione: 06 02 2012 (in Libero, 19 gennaio 2012)

 

Antonio Socci
"Siamo in guerra". Quando Supermario diceva la verità
Con lentezza ma inesorabilmente si sta diffondendo una consapevolezza: in Italia e in buona parte del mondo non furoreggia una crisi finanziaria ed economica, ma una vera e propria guerra. Nella quale ci sono forze e stati che confidano di prevalere (a scapito, è ovvio dei perdenti) e paesi e popoli trascelti come vittime. Tra gli eletti alla sconfitta (sottomissione) è l'Italia, sconquassata dai suoi errori e oltremodo concupita. La coscienza dell'effettivo stato delle cose è fondamentale: perché forse indurrà i trascelti per l'olocausto a non accettare supinamente il proprio destino ma a combattere con tutte le forze, aggredendo e offendendo anche, senza esclusione di colpi
Pubblicazione: 26 12 2011 (in Libero, 18 dicembre 2011


Marcello Pera
Siamo stati annessi alla Germania. E ce lo meritiamo
Con il governo Monti è accaduto l'Anschluss. L'Italia è stata ancora una volta forzosamente annessa alla periferia del Reich. Con la complicità di tutta la classe politica italiana, accondiscendente e remissiva, che pare addirittura felice di svendere la sovranità popolare, la costituzione, la democrazia, il parlamento. Gli uomini del Reich hanno detto: "Via tutti i politici italiani, solo tecnici". E la Sventurata ha alzato la sbarra al Brennero senza muovere ciglio
Pubblicazione: 03 12 2011 (in Libero, 23 novembre 2011)


Magdi Cristiano Allam
I banchieri killer non possono salvarci
Colpo di stato in Italia: a perpetrare il delitto politico contro la nostra democrazia un'ampia coalizione di nomi eccellenti: Giorgio Napolitano, Mario Draghi, Ignazio Visco, Emma Marcegaglia, Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini, Michele Santoro e altri in folta schiera. La nostra Costituzione che dice che l'Italia è una Repubblica parlamentare è stata fatta a pezzi e Napolitano ha trasformato l'Italia in una Repubblica presidenziale (delle banane?) dove ormai ha assunto nelle sue mani il potere esecutivo. La scelta sovrana degli italiani, espressa alle urne liberamente attraverso le elezioni, è ormai carta straccia. Unica via di fuga dall'involuzione la riforma etica radicale di quest'Europa dell'euro priva di anima, di questa Banca centrale europea in mano ai potentati finanziari che antepongono i loro profitti personali all'interesse della collettività
Pubblicazione: 13 11 2011 (in
il Giornale, 11 novembre 2011)

Luciano Lelli
Exit Muammar Gheddafi dalla scena del mondo
La guerra nient'affatto umanitaria ma generata come tutte da spregevoli interessi economici scatenata contro la Libia dal trio Sarkozy, Cameron, Obama, al quale è stato presso che costretto ad associarsi anche il governo italiano (ma poteva creativamente astenersi e giocare in autonomia) dopo mesi di eccidi ha raggiunto il suo vero scopo: il massacro di Gheddafi, con vilipendio feroce del suo cadavere. Ora tutti stupidamente inneggiano. Ma non abbisogna d'essere dei politologi di gran vaglia per intendere che i nuovi governanti, fino a ieri complici dei delitti del rais di Tripoli, saranno detentori del potere peggiori di lui, sommossi tra l'altro dalla smania di imporre la sharia islamica. Così la radiosa primavera araba provocherà ulteriori lutti e sofferenze al popolo di Libia (e arrecherà guai micidiali anche all'Italia)
Pubblicazione: 30 10 2011


Luciano Lelli

Sulla crisi drammatica che attanaglia anche l'Italia: alcuni ragionamenti censori e congetture utopiche
Asserisce un abusato proverbio che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine: il momento del
redde rationem, per l'Italia, dopo decenni di spese dissennate che hanno provocato l'accumulo di un debito pubblico spaventoso, è infine inesorabilmente arrivato e minaccia di trascinare il Paese nel fondo più oscuro del baratro. Il governo s'arrabatta freneticamente per tamponare le falle che dappertutto s'aprono, molti errori compiendo. L'opposizione dei sinistri, sempre ossessionata dalla voluttà di "mandare a casa Berlusconi", contribuisce con la propria demenzialità ad aumentare il livello della catastrofe. Esiste una via di scampo dal collasso? Forse no, a causa dell'insipienza generalizzata che su tutto incombe e ogni speranza travolge. I provvedimenti utopici argomentati qui arrecherebbero un sollievo strutturale. Ma ovviamente, per ignavia, inettitudine e difesa del "particulare", mai verranno attuati
Pubblicazione: 05 09 2011


Magdi Cristiano Allam
Non ci servono giovani immigrati. Facciamo più figli
Soltanto un intellettuale che ha conquistato la "cittadinanza italiana" e non l'ha ereditata per ius sanguinis come Allam manifesta la libertà di pensiero e il coraggio di essere "politically incorrect" a proposito di quello che si può considerare il problema di maggiore consistenza sociale oggi, l'immigrazione. Tre le tesi che non si possono non sottoscrivere senza riserve: l'Italia non ha bisogno di immigrati in specie clandestini, i danni d'ogni sorta arrecati dai quali superano di gran lunga gli ectoplasmatici vantaggi. Per non farsi prima o poi sommergere dall'ondata islamica è indispensabile un aumento di natalità degli Italiani, anche con adeguate tutele politiche, amministrative ed economiche. E' etico infine aiutare i popoli del Terzo e del Quarto Mondo: là dove hanno avuto la ventura di nascere, non incoraggiandone l'approdo avventuroso alle nostre coste
Pubblicazione: 19 07 2011 (in il Giornale, 18 luglio 2011)


Nicola Porro
Ecco quanto ci costano le favolette ambientaliste
Chi ha vinto tramite i referendum che hanno abrogato norme più che opportune sulla realizzazione di centrali nucleari e sulla compartecipazione dei privati alla gestione del sistema idrico nazionale? I cittadini, in specie quelli che hanno gioiosamente votato sì all'abrogazione? Tutti sanno che non è così, che abbiamo perso tutti, soprattutto quelli che ritengono d'avere vinto. Pagheremo sempre di più l'energia elettrica (prodotta appena oltre i confini tramite le centrali nucleari!) e l'acqua, in larga misura dispersa da un sistema di distribuzione colabrodo. Quindi impoverimento ulteriore e nessun vantaggio per l'ambiente naturale, anzi. Agirà mai la facoltà raziocinativa negli italici cervelli, proprio mai si cesserà di fondare i comportamenti in grovigli pulsionali e pre-giudizi grottescamente ideologici?
Pubblicazione: 05 07 2011 (in il Giornale, 14 06 2011) 


Luciano Lelli
Scandaglio sui mali d'Italia e sui cattivi soggetti che cospirano per implementarli
Le persone dabbene dovrebbero investire tutte le loro risorse d'intelligenza e di generosità relazionale al servizio del bene comune. Purtroppo ciò non accade quasi mai. Tre categorie professionali (consistenti quote percentuali delle stesse) si adoperano in direzione esattamente opposta: magistrati, politici e giornalisti. Tutti arruolati sotto le sbrindellate bandiere della putrefatta sé dicente sinistra: con lo scopo di abbattere l'arcinemico Silvio Berlusconi, anche a costo di arrecare con siffatta guerra pregiudiziale il massimo nocumento al Paese e alla civile convivenza dei cittadini. Tra poco il premier sarà "finalmente" processato: con la grottesca accusa di aver coìto con una o due supposte minorenni. Non pulzelle vergini e così disonorate in verità ma procaci donzelle fornite di collaudata perizia nell'arte del meretricio
Pubblicazione: 15 03 2011


Giuliano Ferrara (articolo non firmato)
L'Italia di piazzale Loreto e la tecnica di un colpo di stato
Disgustosamente, da settimane e settimane, canali televisivi pubblici e privati, giornali ed ebdomadari abbarbicati alle patologie di cui si nutre la sé dicente sinistra, impazzano nella rappresentazione morbosa e lubrica dei supposti "riposi del guerriero" in cui si diletterebbe il premier Silvio Berlusconi. Detti mass-media sguazzano a rimorchio della magistratura deviata e de-lirante che, in luogo di amministrare con scienza e coscienza la giustizia, un solo obiettivo ossessivamente persegue: abbattere l'arcinemico che, malgrado ormai quindici anni di aggressione giustizialista, si ostina a governare (bene, complessivamente). Tra le tonnellate di mefitica spazzatura sul miserrimo caso prodotte, l'articolo qui proposto di Ferrara ha natura di denuncia ferma e lucida nella sua non celata indignazione
Pubblicazione: 01 03 2011 (in Il Foglio, 16 febbraio 2011)

Davide Giacalone
Se il Cavaliere si dimette la democrazia è morta
E' incominciato lo scontro finale tra Silvio Berlusconi e la magistratura politicizzata, da oltre tre lustri animata da un solo obiettivo: estromettere con ignominia il premier dal potere legittimamente esercitato. La circostanza attuale è particolarmente inaccettabile e inquietante perché la magistratura non è intervenuta per giudicare un reato acclarato ma ha per mesi spiato il presidente del consiglio e gli ospiti della sua casa alla ricerca di un reato non ancora e poi mai commesso. La dittatura giustizialista così è ormai incontrovertibile
Pubblicazione: 22 01 2011 (in Libero, 18 gennaio 2011)



Gennaro Malgieri
I pm hanno superato ogni limite. Serve una legge antibarbarie
Da anni molti osservatori della società civile (o incivile?) italiana - almeno quelli non accecati dal pre-giudizio ideologico avverso la leadership di Silvio Berlusconi - lanciano un allarme sempre più altisonante: la magistratura ha infranto l'equilibrio istituzionale e costituzionale tra i tre poteri dello Stato, tiene sotto scatto e in stato di sudditanza gli altri due. L'ultimo, forsennato attacco al premier dimostra senza possibilità di equivoci la fondatezza del teorema. Se non si interviene, pietra tombale sulla democrazia italiana
Pubblicazione: 22 01 2011 (in Libero, 18 gennaio 2011)


Giampaolo Pansa
Si alza in volo l'uccello padulo. Meglio votare
Non temo il voto anticipato che, prima o poi, ci sarà. Temo una lunghissima campagna elettorale. Gonfia di pericoli. Prima si andrà a votare e meglio sarà. Tanto per il centro-destra che per il centro-sinistra. Ma specialmente per il paese. La guerra del voto non è stata ancora dichiarata, ma è già in atto, sempre più violenta. Ma allora tanto vale ingaggiarla in modo aperto. Per andare alle urne il più presto possibile
Pubblicazione: 17 10 2010 (in Libero, 8 settembre 2010)


Giampaolo Pansa
Il PD in ostaggio del partito dell'odio
Passano i mesi, l'Italia si trova ad affrontare una crisi economico-finanziaria epocale, innescata da filibustieri internazionali e irrobustita dalla "finanza creativa" di "Paesi allegri" (Grecia, Spagna, Portogallo), ma il panorama politico implacabilmente non muta: c'è un nemico da abbattere ad ogni costo, da odiare senza un attimo di flessione. Nella campagna dei veleni sta sempre in primo piano la ciurma dipietresca. E il PD s'accoda, anche a rischio di rompersi le corna
Pubblicazione: 01 06 2010 (in libero, 5 gennaio 2010)


Franco Ricordi
La cultura come antidoto alla volgarità
Largamente condivisibile è la tesi professata dall'autore che le relazioni politiche si svolgono oggigiorno in Italia sotto il segno della volgarità. Per uscire dal pantano urge una rigenerazione culturale, la quale comporta una radicale messa in discussione dell'egemonia della cultura di sinistra, ormai fattualmente in crisi epperò capace ancora di dominare le coscienze nei luoghi topici di elaborazione della cultura, in primis la scuola e l'università
Pubblicazione: 20 05 2010 (in liberal, 22 ottobre 2009)


Giampaolo Pansa
Regalo di Natale: il giubbotto antiproiettile
Stanno per tornare in Italia i giorni delle lacrime e del sangue, sciagurati protagonisti degli Anni Settanta e Ottanta, allorché imperversò la pazza bestia del terrorismo? Pansa, conoscitore assai qualificato di tali terribili fenomeni, ne è convinto, per responsabilità della sinistra e di la Repubblica, il giornale-partito che a essa detta la linea
Pubblicazione: 09 01 2010 (in Libero, 15 dicembre 2009)


Giampaolo Pansa
Caro Silvio, vai a godertela!
Consiglio intriso di benevola ironia al presidente Berlusconi, vittima della più spaventosa e riprovevole aggressione mediatica e non solo mai scagliata addosso a uomo politico italiano. Consiglio che egli fortunatamente, malgrado tutto, non seguirà, per il bene del Paese
Pubblicazione: 16 12 2009 (in il Riformista, 29 novembre 2009)


Marcello Pera
Italia-Europa. Identità cristiana a rischio?
Perché italiani ed europei "debbono dirsi cristiani". Per non smarrire la loro identità, sentirsi innestati nella "ragione" ed essere interlocutori rispettosi ma intransigenti degli "altri", in specie degli islamici
Pubblicazione: 06 09 2009 (da Internet, Radici & Libertà)

Antonio Maglietta
Dal "Capitale" a "Novella 2000"
Un puntuale intervento che evidenzia l'irresistibile "catabasi" della sé dicente sinistra, verso il fondo dell'irrilevanza politica ed etica, con penosa acquiscenza a una sconcertante metamorfosi
Pubblicazione: 09 08 2009 (in Ragionpolitica.it, 28 05 2009)
       

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